RECENSIONI BOOTLEG
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COURTNEY LOVE - In Conversation
anno di pubblicazione: 1999
genere: spoken word
tracklist: 1. (untitled)
voto:

La Baktabak è una piccola label il cui (vasto) catalogo comprende solo interviste non autorizzate di band e artisti famosi, prima stampate su vinile, poi su CD. Il retrocopertina si preoccupa di avvertire che "questo album non contiene musica e non è un prodotto Geffen Records" e che "il nome del gruppo o dell'artista è stato usato solo al fine di descrivere e identificare gli artisti che compaiono in questo CD o il gruppo di cui erano membri al tempo": non si tratta di un vero e proprio bootleg, dal momento che è anche normalmente venduto nei negozi, ma è comunque un qualcosa con cui Courtney Love e la sua casa discografica non hanno nulla a che fare. Il CD si compone di un'unica traccia lunga 22 minuti, che ci presenta un'intervista probabilmente andata in onda via radio: della provenienza della registrazione e dell'identità delle persone che intervistano Courtney l'artwork purtroppo non dice nulla. Si ripete spesso che le Hole sono appena tornate dal tour australiano e stanno suonando negli States, quindi l'intervista può essere databile a febbraio/marzo 1999. Fa quasi effetto scoprire quanto fosse "a posto" in quel periodo Courtney Love: della ragazzaccia degli esordi è rimasta solo l'ombra, quella che ascoltiamo è una celebrity perfettamente a suo agio nel patinato mondo di Hollywood, più "attrice" che "rockstar". Courtney ammette di non sentirsi una "buona celebrità", di essere "cattiva" perché ancora "troppo onesta", ma certo à che sentirla parlare di yoga, di quanto stia cercando di capire e di entrare dentro alla "cultura mainstream" e di quanto si senta a posto con la seconda parte della Bibbia (commettando da perfetta diplomatica gli exploit "satanici" di Marylin Manson) è piuttosto shockante. Per il resto, l'intervista si sofferma molto di più sulla carriera di attrice di Courtney, che all'epoca grazie a
200 Cigarettes e a
Man on the Moon stava avendo un'impennata, che non su quella musicale, argomento che è toccato solo marginalmente e soprattutto per quanto riguarda la differenza tra la performance attoriale e quella musicale. Courtney ammette che fare l'attrice le risulta più difficile, ma ricorda di aver iniziato la sua carriera nello spettacolo proprio recitando, e confida il desiderio potersi costruire una collezione di interpretazioni di cui andare fiera, al di là dei "brutti b-movies" che aveva fatto da ragazzina. Si parla anche della sua amicizia con Michael Stipe (perfetto esempio di "good celebrity"), di Cukor e del vecchio cinema hollywoodiano e, quando si scivola nel gossip più puro riguardo a un party dato da Jennifer Aniston, il CD si interrompe bruscamente. Tirando le somme: l'intervista è interessante ma fino a un certo punto, e di musica si parla poco (anche se non manca la solita arringa contro l'industria musicale a favore dell'indipendenza degli artisti), l'artwork non è un granché, il CD dura davvero troppo poco e non comprende nemmeno tutta l'intervista. È ovvio che un prodotto simile possa avere un mercato solo tra i fan più sfegatati, ma compratelo solo se davvero siete così fissati da voler avere qualsiasi cosa che abbia "Courtney Love" scritto sopra.
COURTNEY LOVE - Maximum Courtney Love
anno di pubblicazione: 2004
genere: spoken word
tracklist: 1. Poet Of Pain / 2. Punk Rock Rebel / 3. Grunge Royalty / 4. Mark Of Tragedy / 5. Mixed Fortunes / 6. Losing It / 7. Twisted Escapology / 8. Making Connections / 9. Pivotal Impact / 10. Kicking Against The Rules
voto:

Mettiamo subito le cose in chiaro: questo non è un disco di Courtney Love, e non è neanche un bootleg, ma l'ho inserito comunque in questa sezione in quanto si tratta di una pubblicazione non ufficiale e non autorizzata dalla cantante o dalla sua casa discografica, anche se completamente legale. Come tutti gli altri CD della serie Maximum, non è altro che una audiobiografia della durata di un'ora corredata di brevissimi stralci di interviste qua e là, di un sottofondo musicale finto-rock che è praticamente sempre lo stesso riff ripetuto all'infinito (e che poco ha a che fare con la musica di Courtney Love) e di un miniposter. Ne più né meno di un audiolibro quindi (l'industria dell'audiolibro è piuttosto fiorente nei paesi anglosassoni, quin in Italia invece non ha mai decollato... in effetti dal mio punto di vista è molto meglio leggersela una biografia, piuttosto che ascoltarla...), che copre tutte le fasi della carriera della cantante fino all'uscita del primo album da solita
America's Sweetheart, con qualche puntata nel gossip, qualche piccola imprecisione che non passerà inosservata ai fan più informati, dettagliate analisi dei suoi vari album e tentativi di analisi della sua personalità e della sua importanza nel mondo della musica. Insomma, come biografia funziona abbastanza, anche se a volte diventa un po' monotona e ripetitiva nel tessere lodi su lodi incondizionatamente. Non aggiunge nulla a quanto il die-hard fan già non sappia ma per il fan casuale può essere interessante. Il packaging è carino, quindi anche il collezionista più pazzo potrebbe farci un pensierino (ma come ultima opzione e dopo aver comprato tutto il resto naturalmente).