RECENSIONI CD
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ACID KING - Acid King
anno di pubblicazione: 1994
genere: stoner metal
tracklist: 1. Lead Paint / 2. Blasting Cap / 3. Drop / 4. The Midway
voto:

Questa prima release della stoner rock band americana Acid King è un buon pezzo di lento, soffocante e disperato doom metal alla Black Sabbath. Anche se il bassista Peter Lucas canta in
Drop e
The Midway, qui la voce leader è la chitarrista Lori S., e una ragazza che canta in una band stoner è una cosa abbastanza rara. Ed è anche una grande cantante, con uno stile vocale che chiaramente deve molto a Ozzy Osbourne... ma non fraintendetemi, questa band non è assolutamente un clone dei Black Sabbath. E questo EP non è mai banale o ovvio, ma è pieno zeppo di riff oscuri, ipnotici, energici, quindi mi sento di raccomandarlo non solo ai fan del doom metal.
ACROSTICHON - Engraved in Black
anno di pubblicazione: 1993
genere: death metal
tracklist: 1. Immolation Of The Agnostic / 2. Walker Of Worlds / 3. Dehumanized / 4. Mentally Deficient / 5. Lost Remembrance / 6. Zombies / 7. Havoc / 8. Relics / 9. Engraved In Black
voto:

Primo album della band death-metal olandese Acrostichon,
Engraved in Black è un lavoro dignitoso, ma a cui purtroppo manca un po' di varietà. Tecnicamente è molto buono, specialmente nelle parti di chitarra, ma il suo principale difetto è una certa monotonia. Si tratta di una delle prime band a utilizzare una voce femminile brutale, quella della bassista Corinne van der Brand, e quando dico brutale intendo proprio brutale! In pratica, a parte brevi passaggi in due sole canzoni in cui si cimenta in altri tipi di canto, non si riesce davvero a capire che a cantare è una donna. Il growl di Corinne è molto più profondo di quello di Angela Gossow (degli Arch Enemy, per fare l'esempio più conosciuto di female growler), ma tecnicamente non è altrettanto buono, offrendo ben poca variazione. Comunque, se siete die-hard fan del death metal, questo album è assolutamente ok.
ALCHEMY - The Twilight Zone
anno di pubblicazione: 2008
genere: rock
tracklist: 1. The Twilight Zone / 2. Run Away / 3. Voices / 4. Sometimes / 5. Remember Me
voto:
The Twilight Zone è un EP non perfetto, ma decisamente interessante. Perché se ad un primo ascolto superficiale questi Alchemy potrebbero sembrare la solita band pop/rock con qualche velleità danzereccia, in realtà il quadro si rivela presto più complesso e stimolante del previsto. Cinque pezzi rock che sanno abilmente dosare distorsioni e morbidezze, componendo un insieme molto piacevole ed elegante. Durante l'ascolto mi sono venute in mente varie band a cui accostarli, anche se in fin dei conti il loro approccio alla musica si rivela fin da subito abbastanza originale, anche per via delle diverse suggestioni che riescono ad accostare: se la strofa di
The Twilight Zone mi ha ricordato Siouxsie, alcuni momenti di
Run Away e
Voices mi hanno portato addirittura echi dei Garbage, e in generale durante tutto il disco il sapore vagamente new wave e adult-oriented rimane forte. Anzi si potrebbe dire che la musica crea un ideale ponte tra passato e futuro, rivelandosi piacevolmente e anacronisticamente retrò, e nello stesso tempo futuribile, grazie ai frequentissimi interventi elettronici. Ciliegina sulla torta il particolare timbro della bella voce di Francesca Mantovani, grave e austera ma allo stesso tempo sottilmente sensuale. Insomma, forse mancano le vere emozioni e quel non so che che rende un album veramente memorabile, ma bisogna riconoscere si tratta comunque di un'esperienza sonora terribilmente ghiotta e gradevole.
ANGELFISH - Angelfish
anno di pubblicazione: 1994
genere: indie rock, goth
tracklist: 1. Dogs In A Cage / 2. Suffocate Me / 3. You Can Love Her / 4. King Of The World / 5. Sleep With Me / 6. Heartbreak To Hate / 7. The Sun Won't Shine / 8. Mummy Can't Drive / 9. Tomorrow Forever / 10. The End
voto:

Purtroppo questo album deve la sua (modesta) fama al contributo vocale di una non ancora famosa Shirley Manson. Eppure
Angelfish è un disco memorabile, troppo ingiustamente sottovalutato (tra l'altro prodotto nientemeno che dalla rhythm section dei Talking Heads, Chris Frantz e Tina Weymouth). Canzoni stupende come le cupissime e sensuali
Dogs in a Cage,
Suffocate Me (quest'ultima è l'unica che ha acquisito un minimo di fama, grazie ad un leggendario videoclip che fu notato dai Garbage in cerca di una cantante) o
Mummy Can't Drive, la malinconica ballata
The
Sun Won't Shine, le trascinanti
Tomorrow Forever e
King of the World, meritavano davvero di essere ricordate di più. Una vera gemma di indie rock che raccomando caldamente.
ANOUK - Together Alone
anno di pubblicazione: 1997
genere: pop/rock
tracklist: 1. Nobody's Wife / 2. Together Alone / 3. It's So Hard / 4. The Other Side Of Me / 5. Pictures On Your Skin / 6. Sacrifice / 7. Fluid Conduction / 8. My Life / 9. It's A Shame / 10. Time Is A Jailer / 11. Moon Indigo
voto:

Chi non ricorda
Nobody's Wife? E quella ragazza che, incazzatissima, proclamava la propria indipendenza? È stato uno dei classici degli anni Novanta questo fortunato debutto di Anouk, giovane cantante olandese dal cuore rock ma dalla voce inconfondibilmente soul. È lei la vera forza trainante di tutte queste canzoni, con la sua potentissima voce che davvero sarebbe capace di nobilitare anche il pezzo più mediocre. Ci sono alti e bassi (gli alti rappresentati sicuramente dalla title track, dall'acustica
Sacrifice, e sicuramente dal famosissimo singolo,
Nobody's Wife, un pezzo selvaggio e rockeggiante che non può non colpire nel segno), eppure la media è generalmente alta: sicuramente nessuna canzone sarà una vera pietra miliare della musica, ma c'è abbastanza sostanza da appassionare, non annoiare e, anzi, provocare emozioni. Non certo un capolavoro, ma senza dubbio un classico.
AUNTIE CHRIST - Life Could Be A Dream
anno di pubblicazione: 1997
genere: punk revival
tracklist: 1. Bad Trip / 2. I Don't / 3. Not You / 4. Tell Me / 5. A Rat In The Tunnel Of Love / 6. Look Out Below / 7. The Virus / 8. The Nothing Generation / 9. The Future Is A War / 10. With A Bullet
voto:

Unica release di questa misconosciuta band formata da membrid egli X e dei Rancid,
Life Could Be a Dream è il sogno di chi voleva Exene Cervenka finalmente unica leader di una punk band (e sottolineo punk, dal momento che i suoi precedenti lavori da solista sono orientati decisamente verso il folk). Con questo non voglio sminuire l'importanza degli X, però a mio avviso tra i due co-lead singers della storica band, John Doe e Exene Cervenka, la personalità più affascinante è proprio lei, con il suo canto isterico, nauseato, anti-romantico anche quando canta canzoni romantiche, da vera strega del punk. Su
Life Could Be a Dream a dominare è lei, la sua chitarra, la sua voce, le sue liriche arrabbiate che esaminano corrosivamente il mondo che ha intorno, mettendone in mostra le ipocrisie e le brutture (a parte una, tutte le dieci canzoni sono firmate solo da lei). Sono canzoni veloci e brevi (nessuna supera i 3 minuti), rumorisissimi concentrati di vecchio punk che si aggiorna incorporando sonorità più moderne e grunge (questo disco dovrebbe piacere ai fan delle L7).