RECENSIONI CD
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CADAVERIA - The Shadows' Madame
anno di pubblicazione: 2002
genere: black metal
tracklist: 1. Spell / 2. Declaration Of Spiritual Independence / 3. In Memory Of Shadows' Madame / 4. Circle Of Eternal Becoming / 5. The Magic Rebirth / 6. Black Glory / 7. Absolute Vacuum
voto:

Inserito il cd nello stereo, parte inaspettatamente un coro della
Traviata di Verdi. Giusto il tempo di chiedersi se per caso non si è sbagliato cd, che inizia la potentissima
Spell, e spacca. Decisamente. Lasciati gli Opera IX la straordinaria singer Cadaveria si mette in proprio con questa nuova band, proponendo sonorità a cavallo tra il black metal più tirato, il gothic e il death (ma forse la definizione più azzeccata è quella di symphonic horror metal). Si tratta di un album oscuro, violento, lambiccato, in cui rispetto ai lavori degli Opera IX le tastiere perdono importanza, rimanendo quasi sempre in secondo piano, mentre a dominare sono le chitarre, straordinariamente heavy. Inutile dire, però, che l'elemento portante è la voce di Cadaveria, che fa mostra di una versatilità a dir poco sconvolgente, passando spessissimo dal growl gutturale e profondo allo scream a una voce pulita non meno potente. Le canzoni migliori sono a mio avviso
Spell e
Black Glory, e se a volte si ha l'impressione che più o meno si assomiglino tutte, bisogna ammettere che è un debutto che fa ben sperare per il futuro.
CADAVERIA - Far Away From Conformity
anno di pubblicazione: 2004
genere: horror metal
tracklist: 1. Blood And Confusion / 2. Eleven Three O Three / 3. Irreverent Elegy / 4. The Divine Rapture / 5. Omen Of Delirium / 6. Call Me / 7. Out Body Experience / 8. Prayer Of Sorrow / 9. Vox Of Anti-Time
voto:

Due anni dopo il promettente esordio, i Cadaveria ritornano con un nuovo lavoro, che ancora una volta li conferma come una delle realtà più interessanti e promettenti della scena metal italiana. La formula non cambia: si tratta ancora di un album violento e schizofrenico, con i suoi riff brutali e taglienti, i testi oscuri e mistici, la sua atmosfera cupa e claustrofobica, che non lascia scampo. Le tastiere, che ancora avevano un certo spazio nell'album precedente, spariscono del tutto per lasciare il campo completamente libero alle chitarre e a quel micidiale strumento che è la voce della vocalist Cadaveria, vera padrona dell'album (e che per l'occasione sfoggia un look che la fa assomigliare terribilmente a Marilyn Manson, ahah). Tre sono le declinazioni della sua vocalità selvaggia: una voce clean che non è certo il suo lato migliore, ma sa il fatto suo, un growl al vetriolo forse non perfetto ma ricco di personalità, e, dulcis in fundo, un registro molto più acuto che diventa a volte un vero e proprio strillo da arpia, riuscendo a raggiungere momenti autenticamente emozionanti. Tutti i brani si attestano su un buon livello, con la sorpresa della cover di
Call Me dei Blondie che si rivela un'autentica chicca, ancora bizzarramente catchy pur dopo essere stata sfigurata e fatta a brandelli dalla ferocia della band.
CADAVERIA - In Your Blood
anno di pubblicazione: 2007
genere: horror metal
tracklist: 1. 100.000 Faces / 2. The Dream / 3. Anagram / 4. Memento Audere Semper / 5. Laying In Black / 6. Queen of Forgotten / 7. Exorcism To Chaos / 8. Uneven Like Clouds / 9. Before the Apes Came / 10. Virtual Escape From Tragedy / 11. Atypical Suggestions By A Dead Artist / 12. Enlightened
voto:

Cadaveria è sinonimo di qualità, e anche questo loro ultimo album non delude, riuscendo nello stesso tempo a rimanere fedele al peculiare stile della band e a smussare gli angoli rivelandosi il loro lavoro più accessibile al "grande pubblico". Non mi si fraintenda: la band non si è commercializzata, il sound è ancora brutale e tagliente, ma il maggiore spazio dato alla voce pulita della vocalist e alcune canzoni piuttosto "soft" (se paragonate a quelle dei due cd precedenti), a cominciare dall'emblematica
The Dream, rendono il tutto potenzialmente più appetibile anche a chi non è troppo familiare con il metal estremo. A parte ciò, tutto ciò a cui la band ci ha finora abituato è ancora ben riconoscibile: un melange estremamente eterodosso di doom, black e death metal a cui si aggiunge una più decisa virata verso terreni più vicini al gothic o al groove metal (
Before the Apes Came), nonché qualche timido sprazzo di crossover, il tutto sempre impreziosito dalla prova vocale della cantante, sempre in gran forma in tutte le sue più varie manifestazioni. Insomma, un gran bell'album, oscuro, decadente, dinamico, aggressivo ma con le sue pause ben studiate. Ora aspettiamo il quarto...
CAKE LIKE - Delicious
anno di pubblicazione: 1994
genere: alternative rock, grunge
tracklist: 1. Billy Boy / 2. Bum Leg / 3. Sweet 15 / 4. Fruitcake / 5. Suck / 6. Homewrecker / 7. Fall Down / 8. Lovely Ladies / 9. Abraham Lincoln / 10. Jane / 11. Spaceguy
voto:

Chi ha detto che per fare della buona musica bisogna per forza saper suonare? Le Cake Like sono un'importante testimonianza del contrario: grezzissime, sguaiate, imprecise, anche se suonano i loro strumenti in maniera decisamente "amatoriale" sono riuscite a mettere insieme un album che, seppure ingiustamente caduto nel dimenticatoio, è uno dei più validi tra i tanti usciti in seno al movimento "foxcore", ovvero quel grunge di matrice femminile che ha avuto la sua età d'oro nella prima metà degli anni Novanta. Un album importante, duro, che colpisce al cuore e riesce a dispensare allo stesso modo dolcezza e disperazione, grazia femminile e pugni nello stomaco. Gli arrangiamenti sono molto spartani, se si fa attenzione le imprecisioni esecutive non mancano, ma la potenza espressiva di questa mezz'ora scarsa di alternative rock come si faceva una volta è indiscutibile. Molto frequenti i momenti in cui il canto diventa un parlato schifato e inquietante, come nella splendida e terribile
Bum Leg, un vero e proprio incubo lo-fi che si addentra nelle zone buie dell'infanzia. Poi la sorpresa di
Lovely Ladies, con gli strumenti a fiato che ricordano quasi un girl group degli anni Sessanta in acido. Insomma, lo consiglio assolutamente. Recuperatelo.
CRUCIFIED BARBARA - Til Death Do Us Party
anno di pubblicazione: 2009
genere: hard rock, heavy metal
tracklist: 1. Killer On His Knees / 2. Pain & Pleasure / 3. Sex Action / 4. Creatures / 5. Jennyfer / 6. Dark Side / 7. Can’t Handle Love / 8. Blackened Bones / 9. Danger Danger / 10. Rats / 11. Feels Like Death
voto:

Ecco qui le ragazzacce pronte a farci roteare la testa e a farci scatenare al suono del loro heavy metal duro e puro. Aggressive, un po' bulle, dannatamente sexy ma soprattutto grandi professioniste della musica, sono loro le vere eredi delle Runaways e delle Girlschool, e con questo loro album "della maturità", a quattro anni dal debutto
In Distortion We Trust, dimostrano di essere cresciute musicalmente senza perdere nulla in immediatezza e freschezza di espressione. Le Crucified Barbara nella distorsione ci credono ancora, e lo dimostrano andando giù pesante, con un album che, scarica dopo scarica, lascia poca tregua. Certo, qualche momento un po' più tranquillo e disteso non manca (
Danger Danger, la magnifica ballad
Jennyfer - in cui fa capolino anche la voce maschile di Mats Leven - che ricorda da vicino le migliori Vixen), ma si tratta solo di riusciti diversivi in un'atmosfera generale che è più che mai sulfurea e incandescente. Il punto di forza dell'album è senza dubbio il suo essere in grado di conservare la durezza e l'assalto sonoro a fianco della melodia e della cantabilità dei ritornelli: il singolo
Sex Action ne è la prova perfetta. Insomma,
Til Death Do Us Party è un buon disco, perfetto per chi ama l'hard rock un po' disimpegnato, ideale per chi idolatra il metal anni Ottanta, ma sicuramente valido anche per i fan del rock moderno. E ora chi avrà il coraggio di dire che suonare il metal non è roba da ragazze?