RECENSIONI CD

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EBONY LAKE - On The Eve Of The Grimly Inventive

anno di pubblicazione: 1999
genere: avant-garde metal
tracklist: 1. The Author Of The Burning Hock / 2. The Wanderings Of Ophelia Through The Untamed Countryside / 3. On The Eve Of The Grimly Inventive / 4. Within Deepest Red (The Opening Of...) / 5. An Autumn To Cripple Children / 6. A Voice In The Piano / 7. The Music And Woe Between Horse Thieves

voto:

Difficile descrivere un album come questo. Certamente non è per tutti i gusti. Un paragone che mi viene in mente sono i primi Cradle of Filth, ma per cose simili ogni paragone è da prendere con le pinze. Quello che ascoltiamo sono 50 minuti di avant-garde metal con fortissime influenze black e gothic: canzoni lunghe, dalla struttura contorta, piene di cambi di stile davvero estremi. Da momenti in puro stile black metal estremamente caotici si può passare a rilassati pezzi pianistici o a maestose orchestrazioni. Il caos sembra regnare incontrastato: innumerevoli voci si rincorrono, e le canzoni hanno strutture spigolose e incomprensibili. Ci sono alcuni momenti particolarmente riusciti, ma la sensazione è che le canzoni si assomiglino tutte un po' troppo, e che in tutto questo casino ci si perda. Sicuramente un cd che non si può apprezzare a un primo ascolto, anzi, sicuramente un cd che solo un patito del black metal d'avanguardia può apprezzare. Nota per i fan delle voci femminili: la cantante canta quasi sempre insieme al growler, quindi la si riesce a sentire pochissimo.



ELASTICA - The Menace

anno di pubblicazione: 2000
genere: indie rock
tracklist: 1. Mad Dog God Damn / 2. Generator / 3. How He Wrote Elastica Man / 4. Image Change / 5. Your Arse, My Place / 6. Human / 7. Nothing Stays the Same / 8. Miami Nice / 9. Love Like Ours / 10. KB / 11. My Sex / 12. The Way I Like It / 13. Da Da Da

voto:

Dopo ben cinque anni di attesa, nel 2000 esce il seguito del fortunato debutto delle Elastica. La lineup si è ampliata e il sound si è in parte evoluto, eppure il precedente Elastica è unanimemente considerato superiore. Classica attitudine punk mista a fermenti elettronici: sono ben due i componenti che si dedicano a tastiere e campionature, e i loop da videogioco si sprecano. Il panorama si rivela piuttosto variegato, abbastanza da non annoiare: se il riconoscibile stile Elastica, un rumoroso indie rock ai tratti vagamente disco-punk, permea la maggior parte delle canzoni, saltano fuori il dolcissimo britpop di Nothing Stays the Same e i lenti soffusi e quasi in bilico sull'ambient di Image Change, Human, My Sex e la strumentale Miami Nice: pezzi che saggiamente cercano di non saturare la resistenza dell'ascoltatore e riescono a raggiungere un'emozionante, vellutata profondità, ben servita dalla voce ora sexy ora petulante di Justine Frischman. Love Like Ours mostra addirittura che gli Elastica hanno fatto propria la lezione di Version 2.0 dei Garbage, che aveva furoreggiato qualche tempo prima. Un album non perfetto, ma stimolante, piacevole e "diverso dal solito".