RECENSIONI CD
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GALLHAMMER - Gloomy Lights
anno di pubblicazione: 2004
genere: black metal, crust
tracklist: 1. Endless Nauseous Days / 2. Crucifixion / 3. Tomurai: May Our Father Die / 4. Beyond The Hate Red / 5. Lost My Self / 6. State Of Gloom / 7. Aloof And Proud Silence / 8. Color Of Coma
voto:

Mescolate insieme il black metal più underground e alieno da compromessi, il doom metal più oscuro e soffocante, il crust punk stra-urlato, il grunge fangoso e nichilista delle prime Hole e un po' di post-punk epilettico degli anni Ottanta. Ok, ammetto che farsi un'idea mentale di questo amalgama non sia cosa molto facile, perciò vi consiglio di ascoltarle: provare per credere. Queste tre ragazze giapponesi sono davvero una ventata di novità in un genere spesso troppo tradizionalista come il black metal. Sono davvero incredibili. Questo loro debutto su label è una vera bomba, un disco che non può lasciare indifferenti: un viaggio senza ritorno dentro una mente malata, un labirinto claustrofobico e psichedelico da cui si fa fatica a uscire, passando attraverso il doom malato e lentissimo di
Endless Nauseous Days (che inizia con un gorgoglio della voce davvero degno di Ami Yoshida), il crust velocissimo di
Crucifixion e la strumentale
State of Gloom, per arrivare quindi alla diabolica cacofonia dei dieci minuti di
Color of Coma, una terrificante sinfonia di strumenti impazziti. Le voci spaziano dagli scream tipici del crust ai grunt gutturali tipici del black metal, e in entrambi i casi mettono i brividi. Tecnicamente non saranno dai mostri, ma è raro ascoltare un debutto di tale forza. Sicuramente uno degli album metal più interessanti degli ultimi anni.
GARBAGE - Garbage
anno di pubblicazione: 1995
genere: alternative rock, pop/rock
tracklist: 1. Supervixen / 2. Queer / 3. Only Happy When It Rains / 4. As Heaven Is Wide / 5. Not My Idea / 6. A Stroke Of Luck / 7. Vow / 8. Stupid Girl / 9. Dog New Tricks / 10. My Lover's Box / 11. Fix Me Now / 12. Milk
voto:

Narra la leggenda che i Garbage si siano formati lo stesso giorno del suicidio di Kurt Cobain. Una sorta di simbolico passaggio di consegne, dal momento che i Garbage erano tutto ciò che il pubblico e l'industria, orfani dei Nirvana, chiedevano. Chitarre grunge, sprazzi di noise, paesaggi sonori desunti da band come My Bloody Valentine e Curve, innesti elettronici e trip-hop, il tutto legato insieme da un inclinazione pop capace di creare ritornelli che è impossibile non memorizzare. Risultando allo stesso tempo alternativi e pop, seri e kitsch, dark e radio-friendly, i Garbage del debutto sono una band perfetta. Inutile dire che dietro a questo successo c'è un team di tre produttori dalla lunga esperienza e già forti di numerosi successi (il batterista Butch Vig è stato il produttore di
Nevermind dei Nirvana, tanto per intenderci), ma la freschezza e l'immediatezza delle emozioni che scorrono lungo i brani allontanano i sospetti di un progetto "freddo" e "creato a tavolino". Merito soprattutto del carisma della frontwoman, la rossa scozzese Shirley Manson, già forte di una lunga gavetta nei Goodbye Mr. Mackenzie e negli Angelfish: a tratti fragile e innocente, a tratti decisamente psicotica, sempre dannatamente sexy, non poteva esistere voce migliore per accompagnare le variegatissime declinazioni sonore di questo album. Dalle scariche grunge di
Supervixen e
Only Happy When It Rains alle ballate, la deliziosa ed estatica
A Stroke of Luck e il gioiellino trip-hop di
Milk, passando per i brani di grande successo come
Queer e
Stupid Girl, non c'è una nota fuori posto, tutto è splendidamente arrangiato e perfettamente prodotto. Il debutto dei Garbage è un vero gioiello degli anni Novanta, un ultimo canto del cigno della generazione X proiettato verso il futuro.
GARBAGE - Version 2.0
anno di pubblicazione: 1998
genere: alternative rock, pop/rock
tracklist: 1. Temptation Waits / 2. I Think I'm Paranoid / 3. When I Grow Up / 4. Medication / 5. Special / 6. Hammering In My Head / 7. Push It / 8. The Trick Is To Keep Breathing / 9. Dumb / 10. Sleep Together / 11. Wicked Ways / 12. You Look So Fine
voto:

Dopo tre anni ritornano i Garbage con l'attesissimo seguito del loro debutto del 1995. Pur rimanendo fondamentalmente coerenti al loro personale trash-pop rumoroso e sexy, il sound è cambiato: quasi a volersi lavare di dosso la sporcizia adolescenziale che sapeva ancora di grunge e camicie di flanella scozzesi, i Garbage del 1998 sono diventati una band hi-tech.
Version 2.0 è un vero e proprio esercizio di virtuosismo produttivo, di loops che si inseguono uno dietro l'altro, di infinite citazioni musicali. Si tratta di un passo avanti? La freschezza, l'immediatezza nel trasmettere istinti ed emozioni, che era uno dei punti di forza del debutto, ne risulta un po' indebolita, ma, visti i risultati, non si può proprio dire che sia stato un passo falso:
Version 2.0 è un prodotto eccellente, quasi perfetto, un monumento all'artificiale in musica. La capacità dei Garbage di costruire ritornelli che ti si appiccicano al cervello è intatta: il successo enorme di due gioielli schizofrenici (e veicolo di spumeggianti interpretazioni vocali di una Shirley Manson sempre un po' femme fatale) come
I Think I'm Paranoid e
Push It ne è una prova. Rispetto al primo album il pop prende più piede, come dimostrano la deliziosa
Special o la ruffiana
When I Grow Up, forse l'unico pezzo poco convincente. Ancora una volta, i Garbage si dimostrano, oltre che maestri del rumore e del caos, grandi e abili inventori di ballate mozzafiato, la dolcissima
You Look So Fine in primis. Checché se ne dica, è difficile trovare difetti nei primi due album di questa straordinaria band, a meno che non si consideri un difetto l'orecchiabilità e il flirtare con le classifiche, cosa che mi sembra piuttosto discutibile. Sia che si tratti del grunge/pop del debutto, sia che si tratti del rock gelido, elettronico e computerizzato di
Version 2.0, non potete sbagliare: sono due dischi da avere.
GARBAGE - Beautifulgarbage
anno di pubblicazione: 2001
genere: pop/rock
tracklist: 1. Shut Your Mouth / 2. Androgyny / 3. Can't Cry These Tears / 4. Til The Day I Die / 5. Cup Of Coffee / 6. Silence Is Golden / 7. Cherry Lips (Go Baby Go!) / 8. Breaking Up The Girl / 9. Drive You Home / 10. Parade / 11. Nobody Loves You / 12. Untouchable / 13. So Like A Rose
voto:

Giunti alla terza fatica discografica, i Garbage si ripresentano al pubblico, ancora una volta, radicalmente rinnovati. Chiuso il capitolo tecnologico di
Version 2.0, questo nuovo disco mostra la band nella sua versione più eclettica e quasi gioiosamente kitsch, con il pedale sempre più spinto verso il pop, ma senza la britneyspearizzazione di cui sono stati più volte, a torto, accusati. Tra numeri di rock spinto (
Shut Your Mouth,
Silence Is Golden), pezzi tendenti al danzereccio (il singolo-guida
Androgyny), echi dall'aria vintage del wall of sound spectoriano (
Can't Cry These Tears), tentativi di r'n'b (a dire il vero non proprio ben riusciti:
Untouchable), i Garbage tentano anche la carta del tormentone più smaccato (
Cherry Lips) e ci deliziano ancora una volta con finissime ballatone acustiche che si rivelano delle vere e proprie perle (le struggenti
Cup of Coffee e
Nobody Loves You). Ne esce fuori un disco che, senza voltare le spalle a quel melange di stili che rappresentava il trademark della band, lo arricchisce di nuovi apporti, andando a formare un'opera quanto mai versatile e frizzante. Pur senza possedere la stessa freschezza dei due album precedenti, e anche se la capacità dei Garbage di creare quei loro ritornelli che ti si appiccicavano in testa sembra essersi un po' affievolita (nonostante la presenza del quasi-capolavoro
Nobody Loves You la seconda metà del CD risulta un po' più debole della prima), non c'è dubbio che
Beautifulgarbage rappresenti un buon disco pop/rock, fresco, di facile ascolto e che, pur tenendole in debito conto, non cede mai senza riserve alle becere logiche del "commerciale".
GARBAGE - Bleed Like Me
anno di pubblicazione: 2005
genere: pop/rock
tracklist: 1. Bad Boyfriend / 2. Run Baby Run / 3. Right Between The Eyes / 4. Why Do You Love Me / 5. Bleed Like Me / 6. Metal Heart / 7. Sex Is Not The Enemy / 8. It's All Over But The Crying / 9. Boys Wanna Fight / 10. Why Don't You Come Over / 11. Happy Home
voto:

Ormai è un dato di fatto: il nuovo millennio sta vivendo una crisi del mercato musicale senza precedenti. Più che ovvio, quindi, che "osare" si stia trasformando sempre di più in un rischio, sia per le case discografiche sia per le band che godono di un fanbase abbastanza ampio. Forse è proprio per questo che con il loro quarto album, i veterani e furbetti Garbage segnano una nuova trasformazione, ma non più in avanti come ci avevano finora abituato, bensì indietro. Al contrario dei due album precedenti, che miravano a conquistare un pubblico via via più ampio allargando lo spettro delle commistioni di genere,
Bleed Like Me punta a "mantenere" i fan già conquistati, con un buon prodotto di mainstream rock che ripesca a piene mani nel passato della band. L'approccio è molto più "rock" rispetto a
Beautifulgarbage: l'enfasi è sulle chitarre e sulle distorsioni potenti e taglienti. Non manca tuttavia la consueta dose di elettronica, come non mancano le atmosfere gelide "alla
Version 2.0" (
Metal Heart, titolo già programmatico) e la solita, lunga, ballata di chiusura (l'evocativa
Happy Home). L'approccio alla materia musicale è decisamente semplificato: non si ha più l'impressione di ultra-produzione che caratterizzava soprattutto
Version 2.0 e
Beautifulgarbage (ma non mi si fraintenda, il risultato non è certo minimale: stiamo pur sempre parlando dei Garbage!). Shirley Manson non delude mai: sensuale e impeccabile, canta le sue liriche torturate con il consueto carisma. Per conludere, i Garbage del 2005 non sono più quelli del 1995: nonostante i potenziali hit non manchino, e il materiale proposto sia generalmente stuzzicante e grintoso (
Why Do You Love Me,
Bad Boyfriend), canzoni-simbolo come
Only Happy When It Rains e
Stupid Girl sembrano ormai distanti. Ma, nonostante qualche brano che sa di filler (soprattutto la malriuscita
Why Don't You Come Over),
Bleed Like Me rimane un album solido ed estremamente coerente e compatto e un buon prodotto di consumo, certamente migliore della maggior parte del pop/rock insipido che riempie oggigiorno le classifiche.
GARBAGE - Absolute Garbage
anno di pubblicazione: 2007
genere: pop/rock
tracklist: 1. Vow / 2. Queer / 3. Only Happy When It Rains / 4. Stupid Girl / 5. Milk / 6. #1 Crush / 7. Push It / 8. I Think I'm Paranoid / 9. Special / 10. When I Grow Up / 11. You Look So Fine / 12. The World Is Not Enough / 13. Cherry Lips / 14. Shut Your Mouth / 15. Why Do You Love Me / 16. Bleed Like Me / 17. Tell Me Where It Hurts / 18. It's All Over But The Crying (Remix)
voto:

Dopo quattro album, una manciata di hit mondiali e dodici anni di onorata carriera, anche per i Garbage è giunto il momento rituale del greatest hits. Il materiale certo non manca, anzi, tra i ventidue singoli pubblicati dalla band si rende obbligatoria una scrematura: a finire sul CD saranno sedici tra i brani più fortunati e amati dal pubblico e due inediti,
Tell Me Where It Hurts e un remix di
It's All Over but the Crying. Dando un'occhiata alla tracklist si nota immediatamente come siano stati privilegiati i singoli tratti dai primi due album, scelta molto saggia perché sono sicuramente i migliori: il languido pop-grunge del debutto e il techno-rock di
Version 2.0 sono senza dubbio il migliore biglietto da visita di una band che molto ha dato all'immaginario musicale degli anni Novanta. Presenti anche, naturalmente, due non-album tracks che comunque sono tra le canzoni più famose del quartetto americano: la struggente ballata
#1 Crush, contenuta nella colonna sonora di
Romeo+Giulietta di William Shakespeare, e la ridondante
The World Is Not Enough, dalla colonna sonora dell'omonimo film di 007. Solo due tracce a testa, invece per i due album successivi, dopotutto più scialbi sia per le vendite che per la qualità della proposta musicale. Il singolo inedito,
Tell Me Where It Hurts, è un grazioso brano dall'atmosfera retrò e gonfio di orchestrazioni alla Phil Spector, un prodotto medio che non aggiunge nulla a quanto i Garbage hanno detto finora ma che potrà soddisfare la fame di nuovo dei fan. In fondo questo best of può essere un ottimo punto di partenza per chi ha curiosità di scoprire questa band importante ed eclettica, visto che i brani migliori ci sono tutti. Se poi avete già tutti gli album, senza dubbio abboccherete e lo comprerete solo per avere la canzone inedita, ma allora vi converrà procurarvi l'edizione con il CD bonus contenente tredici tra i migliori remix, opera di artisti del calibro di Timo Maas, Felix Da Housecat, The Crystal Method, Massive Attack, Fun Lovin' Criminals, ecc...