RECENSIONI CD
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MAB - Decay
anno di pubblicazione: 2007
genere: alternative metal
tracklist: 1. Last Tango In London / 2. Suicidal Angel / 3. More / 4. Astrophel / 5. Black / 6. Pure / 7. Pearl / 8. Adrenalina / 9. Candyman / 10. Scared Of The Darkness / 11. Suicidal Angel (Version 2)
voto:

Strepitoso full-lenght d'esordio per questo quartetto di ragazze sarde trapiantate a Londra, autoprodotto e solo in un secondo momento distribuito decentemente dalla Universal. Insomma, che dire? Le Mab sono sicuramente un motivo d'orgoglio per la musica italiana. Scatenate, bizzarre, imprevedibili. La loro proposta musicale non è di facilissima catalogazione, pescando elementi da vari generi del metal e del nu-metal con una bella attitudine dark. Sicuramente l'elemento che suscita maggiore meraviglia è la versatilissima ed esuberante vocalità della frontwoman Alice "Psycho Jeremy", che spazia da un soprano lirico a tratti sguaiato a rauche grida al vetriolo. Ugualmente nelle varie canzoni momenti evocativi e arpeggi si alternano a selvaggi assalti sonori, in un impasto conturbante, disturbante, stravagante, angosciante, che prima ti costringe a un forsennato head-banging, per poi farti scendere giù una lacrima subito dopo. Perciò fatevi un piacere: ascoltate le Mab. Le canzoni migliori:
Last Tango in London,
Suicidal Angel, l'inquietante
Astrophel,
Pure, la fuori di testa
Adrenalina.
MRBIZARRO & THE HIGHWAY EXPERIENCE - Waiting For The UFOs
anno di pubblicazione: 2008
genere: alternative rock
tracklist: 1. Revolver / 2. Kiss / 3. R'n'R Blood / 4. Waiting UFO / 5. Rise Of A New World / 6. Monsters / 7. Soldier Blues / 8. All Times / 9. 5 A. M. / 10. New Generation / 11. Mastodont "You Look Like The Queens"
voto:

Immaginate di trovarvi in un b-movie horror-fantascientifico anni Cinquanta/Sessanta, ambientato in una cittadina di provincia americana, magari in una zone desertica, con un'invasione aliena incombente sopra alla testa. Nel baretto locale, incurante di tutto ciò, una band di pazzi continua a suonare il suo rock'n'roll: sono i MrBizarro and the Highway Experience. Veneti, con una lineup per metà al femminile, i MrBizarro sono, come suggerisce il nome, una band davvero bizzarra. Con la loro miscela fortissima di indie rock, garage, punk rock detroitiano, stoner, blues e rock'n'roll puramente vintage e pop-punk, si rivelano una realtà molto interessante ed originale nella scena indipendente italiana, una realtà da tenere d'occhio e su cui scommettere. C'è grinta, personalità, originalità, non manca davvero nulla in quest'assalto frontale ad altissima gradazione di rock e dall'accattivante atmosfera un po' trash e pulp, e gradevolmente retro. Se proprio si vuole andare a cercare il pelo nell'uovo si può notare, in realtà, che i testi qualche volta avrebbero necessitato di qualche limatura linguistica, o che la seconda parte dell'album, anche se è ugualmente rumorosa, non è incisiva quanto la prima, praticamente perfetta. Ma l'impressione globale che dà quest'album è comunque di un lavoro davvero buono, coinvolgente, che fa venire voglia di dimenarsi. Merito di tutti i quattro componenti, di una voce molto energica (mi ha ricordato un po' Juliette Lewis, anche se in un contesto un po' meno mainstream), di una chitarra impazzita, di una sezione ritmica davvero "mastodontica". Da gustare dall'inizio alla fine, ghost track compresa.
MUMBLE RUMBLE - Tredici
anno di pubblicazione: 2008
genere: alternative rock, punk
tracklist: 1. Saved / 2. Clematis / 3. The Right Choice / 4. Precious Faces / 5. (On My) Skin / 6. Rock Waltz / 7. Playtime / 8. Dedicata / 9. Don't Cry / 10. Global War / 11. Respiro / 12. Ora / 13. Specie
voto:

Graditissimo ritorno questo delle Mumble Rumble, band tutta al femminile di cui ho sempre sentito favoleggiare, capostipiti di quel rock al femminile italiano che ci ha dato in seguito band da non sottovalutare. Non sono in grado di fare paragoni con i due album precedenti, non avendoli mai ascoltati, ma devo ammettere senza riserve che
Tredici è davvero un buon disco, specchio di una band che ha fatto tesoro di quasi vent'anni di esperienza, mettendoli a frutto in un approccio alla musica mai scontato o banale, ma sperimentale e stimolante. Rispetto al precedente
Ricordaredimenticare, del 1999, metà della lineup è cambiata: sono rimaste la chitarra senza controllo di Tiziana Govoni e la precisa batteria di Cristina Atzori, con l'aggiunta di Giulia Bottazzi al basso e di Simona De Sanctis alla voce. Nella nota biografica che mi hanno mandato si legge che il loro genere è un mix di "rock-core-emo-metal-noise-sperimentazione", e la cosa potrebbe suonare pretenziosa, ma vi assicuro che si tratta di una definizione azzecata: un concentrato di qualsiasi cosa che è stata definita "rock alternativo", rocciosi riff dall'anima stoner, caute intromissioni di nu-metal, echi di post-punk, gli spunti eccentricamente arabeggianti di
The Right Choice, il pop-punk scanzonato di
Dedicata, la calma quasi shoegaze di
Ora, tutto concorre a costruire un sound personale, particolarissimo e assai vario, senza per questo risultare dispersivo. Aggiungete arrangiamenti per nulla scontati, intelligenti testi sia in italiano che in inglese che spaziano dal paranoico-esistenziale al sociale (
Global War) al divertissement sopra le righe di
Clematis (con tanto di citazione disneyana), una voce che dà prova di enorme versatilità, volteggiando agilmente tra un registro sexy, dei coretti punk urlati, spoken words baritonali straniate ed espressivissime degne di Lydia Lunch e vocalizzi da soprano in crisi epilettica (
Playtime)... credetemi, vale la pena di ascoltarlo.