RECENSIONI CD

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X - Los Angeles

anno di pubblicazione: 1980
genere: punk rock
tracklist: 1. Your Phone's Off The Hook, But You're Not / 2. Johny Hit And Run Paulene / 3. Soul Kitchen / 4. Nausea / 5. Sugarlight / 6. Los Angeles / 7. Sex And Dying In High Society / 8. The Unheard Music / 9. The World's A Mess; It's In My Kiss

voto:

Se coniugate l'estetica marcia e malata della seconda generazione punk con il rock'n'roll forsennato otterrete la bizzarra anomalia dei mitici X. Punk fino al midollo, ma anche musicisti di classe (e non ignoranti) e veri poeti, hanno saputo dare al genere una faccia inedita e diversa, che lo legava all'effervescenza del rockabilly e agli stilemi tipici del country, con una non comune capacità di raccontare storie urbane vere, dure e a tratti struggenti, abitate da esseri disperati, bruti, tossicomani, prostitute, vittime e carnefici. Le voci sono due, quella maschile, molto scura, di John Doe e quella femminile, nauseata, di Exene Cervenka, che creano armonizzazioni d'effetto e prendono il potere a turno. Ogni pezzo di questo straordinario debutto è una piccola gemma di rock: dalla trascinante e hard-rockeggiante title-track alla straniante ninna nanna di Nausea, passando per la cover di Soul Kitchen dei Doors suonata a velocità supersonica. Inoltre la ristampa del 2001 aggiunge come bonus tracks tre rarissimi demo e due diversi mix di Adult Books e Los Angeles. Insomma, un album da non perdere. Imprescindibile.



X - More Fun In The New World

anno di pubblicazione: 1983
genere: punk rock
tracklist: 1. The New World / 2. We're Having Much More Fun / 3. True Love / 4. Poor Girl / 5. Make The Music Go Bang / 6. Breathless / 7. I Must Not Think Bad Thoughts / 8. Devil Doll / 9. Painting The Town Blue / 10. Hot House / 11. Drunk In My Past / 12. I See Red / 13. True Love Pt. #2

voto:

Squallidi bar, strade sporche e buie, appartamenti in disordine in cui si muove un'umanità degradata, fatta di ubriaconi e perdenti. È questo l'universo di More Fun in the New World, il quarto album degli X che segna una sempre più deciso distacco dagli stilemi tipici del punk per andare ad esplorare la musica delle radici, il roots rock e il rock'n'roll che erano già riconoscibili fin dai primissimi lavori, ma che sono qui più che mai presenti, grazie soprattutto al lavoro chitarristico sempre distintamente "rockabilly" di Billy Zoom. L'approccio musicale della band si è fatto più "maturo" e meno "adolescenziale" rispetto agli esordi, anche se manca la freschezza e insieme la forza drammatica di Los Angeles, con la sua aura di maledettismo urbano. La voce femminile, Exene Cervenka, ha meno spazio solista: molto più frequentemente la sua voce e quella di John Doe si sommano creando un tutto compatto ed efficace. Tra ambiziosi testi sociali (la ballad I Must Not Think Bad Thoughts e The New World), stacchetti di puro rock'n'roll, scariche di rock più duro (Devil Doll) e una cover del classico di Jerry Lee Lewis Breathless, More Fun in the New World conferma gli X come una delle realtà più interessanti e originali del punk degli anni Ottanta. Nota: la ristampa del 2002 contiene quattro demo inediti come bonus tracks.



X - See How We Are

anno di pubblicazione: 1987
genere: punk rock
tracklist: 1. I'm Lost / 2. You / 3. 4th Of July / 4. In The Time It Takes / 5. Anyone Can Fill Your Shoes / 6. See How We Are / 7. Left And Right / 8. When It Rains... / 9. Holiday Story / 10. Surprise Surprise / 11. Cyrano De Berger's Back

voto:

Cambiamenti nella storica lineup degli X: il chitarrista Tony Gilkyson subentra a Billy Zoom, e la differenza si sente, perché la chitarra "roots" di Zoom dopotutto era uno degli elementi inconfondibili della band. Lo stile non è cambiato, eppure non si può fare a meno di percepire questo album come "diverso" rispetto ai precedenti. Nonostante la dichiarata volontà di rifarsi al passato punk dei primi, insuperati, lavori, See How We Are suona più addomesticato e melodico, forse anche più "maturo" ma non nel senso più positivo del termine. Che non significa che sia un cattivo album, tutt'altro: le armonie vocali sono al solito posto, la voce di Exene Cervenka sembra più consapevole delle proprie possibilità, e l'intensa ballata See How We Are può tranquillamente entrare nel novero delle migliori canzoni che gli X abbiano mai scritto. Eppure la freschezza degli esordi non si ripete. Un buon ascolto, ma non certo quello da cui iniziare la conoscenza di questa strepitosa band che ha fatto la storia del rock americano. Come al solito, la ristampa della Rhino del 2002 contiene cinque demo inediti (più una ghost track), il che la rende praticamente necessaria ai fan della band.



X - Hey Zeus!

anno di pubblicazione: 1993
genere: punk rock
tracklist: 1. Someone's Watching / 2. Big Blue House / 3. Clean Like Tomorrow / 4. New Life / 5. Country At War / 6. Arms For Hostages / 7. Into The Light / 8. Lettuce And Vodka / 9. Everybody / 10. Baby You Lied / 11. Drawn In The Dark

voto:

Cos'era che rendeva speciale la musica degli X? Quali erano gli elementi che li rendevano inconfondibili e che avevano reso i loro primi album dei capolavori immortali? Sicuramente le armonie vocali un po' sbilenche di due leader carismatici del calibro di John Doe ed Exene Cervenka, ma soprattutto, a mio avviso, quella trascinante fusione tra punk e rockabilly che sembrava stemperare in una finta spensieratezza "ballabile" tutte le truci storie di depressione e disumanizzazione urbana che animavano album come Los Angeles. In parole povere, l'elemento fondamentale del sound degli X era la chitarra di Billy Zoom. Quando gli subentrò Tony Gilkyson era ovvio che la differenza si notasse, anche in un album, come See How We Are, che cercava palesemente di offrire una certa continuità con i lavori precedenti. Qui, in Hey Zeus!, sembra invece di avere a invece di avere a che fare con una band completamente diversa. Non mancano i brani che ricordano i vecchi X in una versione leggermente annacquata (New Life, Clean Like Tomorrow), anche se molto più spesso i nostri sembrano lanciarsi in inediti territori grunge e indie-oriented: ok adeguarsi ai tempi, ma il risultato non è certamente eccelso. Molto meglio la ballata dall'inedito sapore gothic che chiude l'album, Drawn in the Dark, molto diversa da tutto quello che gli X avevano prodotto fino ad allora: avrebbe potuto essere uno spunto interessante da sviluppare in seguito. In definitiva, Hey Zeus! non è un brutto album, ma non riesce a "prendere", attestandosi su una sufficienza che è un po' una delusione se si pensa a quello che la band ha prodotto in passato. Veramente indispensabile solo ai fan degli X.