RECENSIONI DEMO

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AÉDI - The Adventures of Yellow

anno di pubblicazione: 2008
genere: pop rock
tracklist: 1. Smile / 2. Plastic Stars / 3. Friday Unknown Wind / 4. Indigo / 5. Ring A Ring Of Roses / 6. Clouds / 7. Friends

voto:

Ascoltando il delicato incipit pianistico della prima traccia, Smile, mi è venuto spontaneo ripensare a una band che pochi di voi probabilmente conosceranno: gli October Project. E ciò vuol dire che l'impressione è stata davvero molto buona, perché adoro gli October Project. Se poi vogliamo fare altri paragoni più scontati e alla portata di tutti, si possono citare anche i Cranberries o Elisa. Ma i paragoni non servono. Bisogna per forza ascoltare perché gli Aédi già al debutto mostrano uno stile inconfondibile, tutto loro, che colpisce come una brezza leggera o come la corrente di un ruscello trasparente. Sette canzoni che non disdegnano le distorsioni ma che si rivelano incredibilmente morbide, tenui, aeree, cristalline, impreziosite dalla voce quanto mai eterea della vocalist Celeste: un nome un programma. Nell'ultima traccia, Friends, fa capolino anche una voce maschile che, se all'inizio mi aveva fatto storcere il naso, pur partendo un po' intimidita trova poi un suo perché, permettendo un bel duetto emozionante. È vero, non c'è molta varietà nella struttura delle canzoni, che tendono un po' ad assomigliarsi tutte, e qualche sbavatura tecnica qua e là c'é, ma il risultato è comunque più che buono: un disco con pochi difetti e molti pregi, che riesce ad essere lieve senza essere melenso, e in cui non conta tanto la singola nota, che magari si dimenticherà, quanto l'interezza, avvolgente, che lascerà il segno. Speriamo che qualcuno li noti.



AESACUS - Faith And Reason

anno di pubblicazione: 2008
genere: progressive metal
tracklist: 1. Last Pray Of God / 2. Techno Slaves / 3. Wrath Of Madness

voto:

Attivi da appena un anno, i rodigini Aesacus ci spediscono la loro prima fatica, il demo di tre pezzi Faith and Reason. Si tratta di un concept dedicato nientemeno che all'eterno dissidio tra fede e ragione nella nostra società in cui l'uomo è schiavo della tecnologia. Musicalmente ciò che ci viene proposto è un impasto di generi con forti componenti prog e power, e con un'attitudine decisamente melodica: il risultato è uno stile di cui sono riconoscibili gli ascendenti (Dream Theater in primis), ma che mantiene comunque una propria originalità. I brani sono molto lunghi e complessi, e questo potrebbe rappresentare un punto a sfavore: le strutture sono interessanti, ma prive di "picchi emozionali" di rilievo, col pericolo di risultare ai non amanti del genere piuttosto piatte. Punti di forza della band sono senza dubbio le due voci, quella femminile di Giorgia e quella maschile di Manuel, decisamente preparati dal punto di vista tecnico, e l'uso delle tastiere, che a mio avviso potevano avere più spazio: nell'intro di Last Pray of God e in Wrath of Madness creano dei momenti molto suggestivi. Anche gli altri componenti della band se la cavano egregiamente, anche se a volte si ha la sensazione che i vari elementi facciano fatica ad amalgamarsi, ma forse a causa di una registrazione non perfetta. Per finire, trovo che, nonostante la giovane età dei componenti, questa band abbia delle sicure potenzialità, anche se è necessaria un po' di limatura sia a livello esecutivo che a livello di songwriting. Ma le idee ci sono e il demo in fin dei conti scorre piacevolmente... lasciate loro un po' di tempo per maturare e se son rose fioriranno!



ANGEL OF ANGER - Angel Of Anger

anno di pubblicazione: 2008
genere: gothic/black metal
tracklist: 1. Angel Of Anger / 2. Wake Up Spirits / 3. Angelic Pain / 4. My Grave / 5. The Only Certainty

voto:

Una equilibrata mescolanza di black e gothic metal in cui la prima componente prevale leggermente, una cantante che alterna una voce pulita a degli scream molto sporchi, atmosfere decisamente oscure e orrorifiche: ecco gli Angel of Anger, combo bolognese al debutto con questo cd omonimo molto curato già a cominciare dalla parte grafica e dai contenuti multimediali. Si parte con un intro bello pesante, riuscita premessa del caos che sta per scatenarsi. Wake Up Spirits è il pezzo più aggressivo, anche se la furia è leggermente e sapientemente stemperata dall'inquietante intermezzo con tanto di campane a morto. Segue Angelic Pain, con un'alternanza di voce pulita e growl e un incipit semiacustico davvero azzeccato. La voce clean di Andred è particolarmente gelida, non eccelle in virtuosismi ma fa il suo lavoro in modo onesto, e il suo tono freddo e glaciale si adatta perfettamente al mood tenebroso delle canzoni. In My Grave siamo in pieno territorio gothic/doom metal, il brano è molto lungo e dilatato ma gli interessanti cambi di tempo riescono quasi sempre a evitare la monotonia. The Only Certainty, tetra e ossessiva, chiude l'album in bellezza. Tirando le somme: considerato anche il fatto che si tratta del primo lavoro discografico della band devo dire che ci sono tutte le premesse per fare tanta strada; pur non essendo esente da difetti (un consiglio: la pronuncia inglese è un po' da rivedere) si tratta di un EP vario, appassionante e con una sua intrinseca originalità, che mette anche in mostra buone capacità di esecuzione e di songwriting. Consigliati.