RECENSIONI DEMO
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DEADLY SINS - Deadly Sins
anno di pubblicazione: 2007
genere: punk rock
tracklist: 1. Unpaid Bills / 2. Barely Breathing / 3. Riot / 4. Non-Believers
voto:

Americani di Boston, i Deadly Sins debuttano con questo breve EP di quattro canzoni. La proposta strizza l'occhio da una parte al moderno pop-punk, dall'altra al vecchio hardcore. Le canzoni scivolano via bene tra chitarroni muscolosi e occasionali screams, l'originalità forse latita ma per gli amanti del punk questa potrebbe essere una band da tenere d'occhio. Tutti i componenti fanno il loro lavoro in maniera egregia, la cantante Stephanie ha una voce bella tosta e
Riot ci delizia con un bel riff di quelli che ti rimangono in testa. Probabilmente la traccia meno riuscita è
Non-Believers, che funge un po' da ballatona finale, ma l'inizio acustico assomiglia pericolosamente a un plagio di
Heaven Tonight delle Hole. Comunque un demo apprezzabile, non fenomenale né particolarmente originale ma piacevole.
DHARMA - The First Insight
anno di pubblicazione: 2007
genere: gothic metal
tracklist: 1. Icon / 2. For Men / 3. Savior / 4. Faces
voto:

I Dharma sono un combo dedito al gothic metal proveniente da Budapest, e questo EP autoprodotto di quattro canzoni è la loro prima fatica discografica. Gothic metal, si diceva: definizione che alla band sta piuttosto stretta in quanto sono riconoscibilissime delle forti ascendenze nu-metal, soprattutto nella seconda traccia,
For Men. Altra caratteristica della band è un sound dalle tinte vagamente esotiche e fantascientifiche, cosa questa non proprio originalissima, ma che li distacca comunque dai cliché decadenti che vanno per la maggiore nel gothic metal. La canzone meglio riuscita è a mio avviso proprio quella d'apertura,
Icon, che è sì quella più spiccatamente "gotica", ma è anche quella che mette in mostra nel modo migliore la vocalità non eccelsa ma sexy della cantante Nicia (accento ungherese adorabile), e risulta più interessante nell'arrangiamento. Per il resto, le troppe tentazioni pop-friendly (
Faces è una cover di una canzone eurodance degli anni Novanta) risultano alla lunga un po' stucchevoli e nessuno dei quattro brani appare davvero convincente per poter elevare i Dharma al di sopra della miriade di band che si dedicano allo stesso genere. Anche il nu-metal di
For Men non è adeguatamente supportato dalla prova vocale della cantante, che difetta di quell'energia che il pezzo richiederebbe. Questo EP non è brutto, tutt'altro, è anzi piacevole e gode di una produzione decisamente professionale, ma se aspirano ad arrivare a un certo livello i Dharma devono ancora un po' maturare.
DIET KISS - The Best Off
anno di pubblicazione: 2007
genere: grunge
tracklist: 1. Shaker / 2. Supersanguis / 3. God's Shame / 4. Coughpills / 5. A Cage For The Idols / 6. I'm Selfish (And I Relish That) / 7. Teddy The Fuzz / 8. Spoon
voto:

Nonostante il favore che ancora gode da parte di una ben nutrita nicchia di ascoltatori, al giorno d'oggi il grunge è sicuramente uno dei generi più accusati di anacronismo, e perciò fa sempre molto piacere scoprire che in realtà ci sono band che, partendo da queste basi già codificate, riescono a costruire un percorso autonomo e personalissimo. Come i Diet Kiss, trio trevigiano che propone sonorità a cavallo tra il grunge, il noise e il punk, dando vita a un mix coinvolgente e originale. La prima cosa che salta all'occhio è certamente la mancanza del basso, che grazie alla competenza degli altri strumenti non si fa certo rimpiangere e, anzi, denota un inedito approccio estremamente minimale al genere. A farla da padrone sono quindi la chitarra di Alex, che costruisce riff granitici ed energici, e la voce sottile di Anna, urlatrice di classe. Non c'è spazio per alcun tecnicismo e per alcuna leziosaggine, i pezzi filano veloci senza preoccupazioni di sorta e sforzandosi di essere il più diretti possibile, semplici e, come abbiamo detto, minimali. In definitiva questo
The Best Off si rivela essere un demo assolutamente riuscito, vigoroso, potente, affascinante, senza compromessi pur senza rifiutare la melodia (vi ritroverete a canticchiare alcune delle canzoni presenti, ve lo assicuro). Fatevi un piacere e ascoltatelo... e speriamo che qualcuno li noti.
DINKY DAU - Mundo Oscuro, Mundo Frío
anno di pubblicazione: 1999
genere: heavy metal, hard rock
tracklist: 1. Despierta / 2. Todo Es Mentira / 3. Desecho / 4. No Quiero Perderte / 5. El Juego / 6. Valiente Cobarde / 7. Flor De Metal / 8. Mundo Oscuro, Mundo Frío / 9. Camino Final
voto:

Dunque, per iniziare direi che Dinky Dau ("completamente pazzo" in lingua vietnamita) è veramente un moniker orrendo. E che anche la copertina del cd fa abbastanza schifo. Ma queste sono sottigliezze, veniamo alla musica. Superato lo shock dovuto ai testi in spagnolo (già, perché questa band viene dalla Spagna), lingua che di primo acchito si associa più alla salsa e al merengue che all'hard rock, devo dire che questi Dinky Dau non sono malaccio. Le nove canzoni sono tutte ben suonate e molto orecchiabili. Il punto di riferimento è chiaramente l'hard rock dei mitici anni Ottanta e, se ciò potrà far contenti gli amanti di certe sonorità, purtroppo non si può fare a meno di pensare che il sound proposto dai Dinky Dau sia un po' anacronistico e non troppo originale. Gli assoli puliti e precisi, la voce con qualche sbavatura nella title-track, ma potente e grintosa... sicuramente stiamo ascoltando dei bravi musicisti, ma poco capaci di osare. Piuttosto malriuscita l'ultima traccia, la ballata
Camino final, malservita da tastiere raffazzonate e linee vocali imprecise: evidentemente i Dinky Dau sono più a loro agio con i pezzi veloci e hard-rockeggianti. Per finire: divertente ma leggermente insipido.
DIVA SCARLET - Non+Silenzio
anno di pubblicazione: 2008
genere: pop/rock
tracklist: 1. Dammi Una Ragione / 2. Cura Di Te / 3. Souvenir / 4. Immagina / 5. Io Non So / 6. Non Più Silenzio / 7. Pioggia Che Cade / 8. Appesa A Un Filo / 9. Dio Mio / 10. Cose Nuove / 11. Casca La Terra / 12. La Stanza Dei Giochi / 13. La Giusta Distanza
voto:

Devo ammetterlo: quando si tratta di "rock italiano" parto sempre un po' prevenuto, forse perché mi vengono subito in mente cose alla Vasco o alla Ligabue, o perché anche le nuove leve finiscono quasi sempre per deludermi. Ebbene, pur con questi tremendi presupposti, questo album delle Diva Scarlet mi ha pienamente convinto. Ha nerbo, grinta, una freschezza tutta femminile e soprattutto un'intelligenza intrinseca, tante cose da dire, urlare o sussurrare a seconda dei casi, con uno spirito ora corrosivo ora dimesso e malinconico, ma sempre vero. Ne esce un album a due facce: quella rumorosa e aggressiva del rock e quella intimista e introspettiva della ballata; due facce che spesso si confondono tra loro dando vita a un insieme riconoscibile e solido. I testi sono molto curati e riescono a svelare piccole e grandi brutture con leggerezza e tatto, con molta attenzione al quotidiano e l'ingenuità di una vagheggiata innocenza infantile, delineando una figura di donna un po' fragile e inquieta ma pronta alla riscossa.
Non più silenzio parla di violenza sulle donne: lo ha fatto praticamente qualsiasi gruppo femminile della storia, eppure ce n'è ancora bisogno, e ne esce fuori un piccolo gioiellino soffuso e delicato, uno dei migliori brani dell'album. Gli arrangiamenti sono molto vari, e non si corre il rischio di annoiarsi: spesso il rock lascia spazio a momenti acustici e morbidi molto ben riusciti, e qua e là fanno capolino orchestrazioni di archi, una voce maschile (
Dio mio), un pianoforte (che domina la splendida
La stanza dei giochi). In definitiva, un album davvero buono e promettente. Rockettari italiani: lasciate perdere Vasco e il Liga e ascoltatevi le Diva Scarlet!
DRACENA - Demonic Women
anno di pubblicazione: 1999
genere: death metal
tracklist: 1. Demonic Women / 2. In The Shadows Of The Dragon / 3. Hounds Of Hell
voto:

Le Dracena sono tre ragazze svedesi + un session drummer uomo, e per descriverle mi viene in mente una sola parola: cattive. Spaccano. Spaccano terribilmente, alla faccia di chi pensa che le donne non siano capaci di suonare il metal. Questo loro secondo demo di tre tracce propone un death metal velocissimo, oscurissimo e malvagio, che spesso flirta con il black metal. La voce di Mia è un growl terribilmente roco che si adatta benissimo allo stile della band. Death metal velocissimo, abbiamo detto: è vero, ma è anche vero che le Dracena riescono a creare anche dei riuscitissimi intermezzi più lenti, dal sapore quasi gotico. In generale le canzoni offrono frequenti cambi di ritmo e non si può certo dire che siano noiose. La produzione non è cristallina, ma ciò non toglie nulla al fascino "underground" di questo lavoro. Insomma, queste ragazze sono veramente diaboliche! Se amate il death metal questo
Demonic Women è una chicca da non perdere.
DRACENA - Labyrinth Of Darkness
anno di pubblicazione: 2001
genere: death metal
tracklist: 1. Craving / 2. Labyrinth Of Darkness / 3. Under A Bloodred Sun
voto:

Rispetto al precendente
Demonic Women, la formula di questa nuova fatica delle svedesi Dracena (con un nuovo batterista aggiunto in pianta stabile, Mojo) non cambia: death metal dalle tinte più che mai cupe che sconfina spesso nel black metal. Le canzoni si sono fatte però più lente e, se possibile, ancora più tetre, con il black metal che prende sempre più piede. Personalmente, tra i due,
Labyrinth of Darkness mi è piaciuto un po' meno, ma bisogna ammettere che si tratta sempre di un buon demo, e che, anzi, bisogna rendere merito all'evoluzione del sound della band. A questo punto mi sembra legittimo attendere dalle Dracena un vero e proprio album, sperando che qualche label si interessi al loro eccellente lavoro.
DREAM ARIA - In The Wake
anno di pubblicazione: 2005
genere: progressive rock
tracklist: 1. Spirit / 2. Sungoddess / 3. In The Wake - Soul / 4. In The Wake - Body / 5. Blue Lady / 6. Snapshot / 7. Pacis / 8. Promise / 9. He Touched My Soul / 10. Raindrops / 11. Opus Dei / 12. Spanish Nights / 13. 11th Hour
voto:

I Dream Aria sono un quartetto canadese proveniente da Toronto, e questo
In the Wake è il loro album di debutto, completamente autoprodotto, che sarà presto seguito da un nuovo lavoro a fine luglio. Cominciamo col dire che dal punto di vista dei suoni e della registrazione si tratta di un disco di qualità decisamente alta, direi professionale. E anche dal punto di vista del songwriting e dell'esecuzione i Dream Aria dimostrano di non essere affatto dei novellini, confezionando tredici canzoni davvero gradevoli e affascinanti. Lo stile del gruppo potrebbe essere definito come progressive rock, anche se qui le eccezioni contano più delle regole: a brani maestosi e dallo spirito assolutamente progressive si alternano momenti quasi new age (la sinfonia arabeggiante di
In the Wake - Soul), qualche lampo decisamente orientato verso il gothic metal (
Blue Lady e
11th Hour su tutte) e atmosfere da ballata AOR (
Snapshot), il tutto condito qua e là da battiti tribali e elettronici (l'imponente
Pacis, dominata da ritmiche techno e canto in soprano). Un plauso alla bravura della cantante, che si lancia spesso e volentieri in momenti lirici e acrobatici vocalizzi esotici. Insomma, di carne sul fuoco ce n'è fin troppa, e a volte la sovrabbondanza rischia di diventare kitsch, ma bisogna riconoscere che si tratta di un debutto promettente, anche se non perfetto: vedremo se nel prossimo album la band riuscirà a portare a maturazione le proprie idee e a trovare uno stile un po' meno dispersivo. Ma per il momento accontentiamoci pure di questo, che potrebbe sicuramente risultare appetibile sia per i patiti del neo-prog sia per i fan del metal melodico con voce femminile che ora va tanto di moda.
DYING TEARS - Lovely Nightmares
anno di pubblicazione: 1999
genere: gothic metal
tracklist: 1. Dying Lord / 2. Jail Of Flesh / 3. Destiny / 4. Bleed For Us / 5. Never Alive / 6. Where The Earth Cries
voto:

Prima demo dei gothic metallers francesi Dying Tears, purtroppo ormai sciolti dopo averci lasciato altri due album,
Amnesia e
Spleen & Hope,
Lovely Nightmares mostra un gruppo già maturo e che necessariamente doveva attirare l'attenzione di qualche etichetta. Si tratta di un platter davvero molto cupo e dark, sia nei testi, estremamente decadenti, che nelle sonorità. Buona padronanza degli strumenti, una voce femminile davvero solenne e ieratica (in
Jail of Flesh canta da soprano) affiancata a seconde voci maschili in growl, canzoni ricche di variazioni e con alcuni particolari, come la presenza nella band di una violoncellista (che grazia con la sua presenza il bellissimo incipit di
Jail of Flesh, o alcuni passaggi molto riusciti di
Destiny), che fanno la differenza. Molto particolare e affascinante l'ultima traccia,
Where the Earth Cries, strumentale, tutta affidata al maestoso suono dell'organo (con tanto di cori angelici): ne esce fuori qualcosa di goticissimo e imponente. Qualche piccola imperfezione qua e là c'è, ma non reca troppo danno ad un demo che si può considerare veramente ben riuscito: se amate il gothic metal i Dying Tears sono la band per voi.