RECENSIONI DEMO
#
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
GABAERGICA - Demo 2006
anno di pubblicazione: 2006
genere: alternative rock
tracklist: 1. Come Ombra / 2. Il Terzo Sei / 3. Gabaergica / 4. Survivor / 5. Fronteretro / 6. Unplus (Live @ Naima Club)
voto:

Secondo demo di studio per i Gabaergica, formazione ravennate che propone un particolare alternative rock con testi prevalentemente in italiano. Strofe dalle atmosfere soffuse e sognanti, ritornelli con profusioni di distorsioni e chitarrone ultraeffettate, bassi imponenti e una bellissima voce che non sbaglia un colpo: questa la ricetta della band. Si parte con
Come ombra, un pezzo interessante ma invalidato da una lunghezza un po' eccessiva (sarebbe stato meglio forse tagliare qualcosa all'inizio: un bell'intro morbido e cullante ma un po' ripetitivo). Meglio la successiva
Il terzo sei: la strofa arpeggiata ricorda un po' i momenti più soft dei System of a Down.
Gabaergica flirta volentieri con l'elettronica: testo così così e una spiegazione scientifica con tanto di effetti tamarri che fa un po' Tatanka e che non mi ha convinto molto.
Survivor, l'unico pezzo in inglese, ha delle belle distorsioni potenti. Alla quinta traccia,
Fronteretro, ci siamo ormai accorti che le canzoni tendono un po' ad assomigliarsi tutti. Il demo termina con una registrazione dal vivo, che, se è naturalmente di qualità inferiore per quanto riguarda la precisione e la pulizia del suono, dimostra che questi Gabaergica rendono molto bene dal vivo (inoltre lo stile sembra leggermente diverso rispetto alle canzoni precedenti: forse è più vecchia?). Tirando le somme: questo
Demo 2006 è un disco ben registrato e ben suonato, lo stile della band è personale e interessante, l'unico difetto, alla lunga, è una certa monotonia. Molto piacevole all'ascolto, comunque.
GONE TIL WINTER - Deconstruct The Season
anno di pubblicazione: 2006
genere: gothic metal
tracklist: 1. Nameless Cry / 2. Solemnise / 3. Hear Me / 4. Constant Retreat
voto:

Quintetto di Manchester, i Gone Til Winter si descrivono nella loro biografia come una band che offre riff alla Soilwork, il classico groove della NWOBHM e atmosfere nu-goth, distaccandosi dalla pletora di band che si dedicano al tipico gothic metal. Beh, se la descrizione riesce più o meno a rendere l'idea delle caratteristiche della band, non si può dire comunque che la band riesca a produrre qualcosa di intrinsecamente originale: il nu-goth risulta preponderante, facendoci più di una volta venire in mente tutto il tradizionale female-fronted metal tanto di moda al momento, Evanescence (non me ne vogliano i puristi se li associo alla parola "metal") in primis. Quattro canzoni, dunque, non originalissime ma comunque estremamente piacevoli per i fan del genere, con la giusta dose di melodicità e di cattiveria, tutti i riff al loro posto, un buon lavoro di tastiere e soprattutto una vocalist magari non geniale nell'interpretazione ma tecnicamente molto preparata. Nulla di particolarmente memorabile, qualche lungaggine di troppo (
Nameless Cry), ma se volete venti minuti di metal non troppo impegnativo questo EP può fare il caso vostro.