RECENSIONI DEMO
#
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
MADKIN - Resig(Nation)
anno di pubblicazione: 2007
genere: alternative rock
tracklist: 1. My Zen(What's My Resig(Nation)? / 2. Kid Barf / 3. Blue Sun / 4. Oblomov / 5. The Lunar Cycle
voto:

Spesso si sente dire che gli anni Novanta torneranno di moda. La verità è che non sono mai passati di moda: lo spettro del grunge e le camicette di flanella a quadri continuano a perseguitarci anche se, diciamocelo, ci va bene così. Ascoltando questo EP dei Madkin si respirano gli anni Novanta. Quelle distorsioni, quelle inflessioni della voce, quei riff (se ci fosse una controparte visiva aggiungerei quei colori)... sfocature, psichedelie grezze e fuzzose che urlano "sub pop", riot grrls col trucco sbavato... I punti di riferimento entro cui i Madkin si muovono sono ovviamente il grunge e l'indie rock di quel periodo, senza dimenticare una punta di stoner reso più leggero del solito. Mi ricordano gli Smashing Pumpkins, e questo è un bene perché gli Smashing Pumpkins spaccavano. Ovvio che la voce femminile (soprattutto una voce femminile COSÌ) riporti alla mente tutta quella gloriosa scena foxcore che ben conosciamo, Hole, L7 e compagnia bella. Quando canta Serena Jejè assomiglia a Courtney Love, quando urla a Brody Dalle, con tutti i loro particolari vezzi. E sia chiaro, per me è un complimento, non un insulto. Ma continuare a fare paragoni sminuisce il lavoro di questa band. Perché, se è vero che le loro influenze sono lampanti, è altrettanto vero che un loro stile ce l'hanno, e le buone idee non mancano. E, cosa non da tutti, hanno anche il fondamentale pregio di essere in grado di spaccare con canzoni pestone e rumorosissime e di colpire allo stesso modo con brani più pacati e sognanti. Insomma, a me piacciono, e se siete fan di certe sonorità un ascolto è d'obbligo. Poi, ovviamente, il talento è ancora un po' grezzo e ha bisogno di rifinirsi, ma è presente, su questo non c'è alcun dubbio.
MAWKISH - Promo EP
anno di pubblicazione: 2007
genere: nu-metal, crossover
tracklist: 1. Beyond The Seems / 2. Alone / 3. Disenchantment
voto:

Nu-metal bello incazzoso, oscuro, ultra-distrorto, tenuto su tonalità basse, alla Korn. Ma con una voce femminile, e di quelle potenti: Mae alterna una bella voce pulita a delle urla gutturali al vetriolo da far venire i brividi. Più che gli Otep mi ha ricordato il timbro di Tairrie B. dei My Ruin, anche per certi vezzi che sembrano avere in comune, e se dovessi suggerire un'altra band oltre ai Korn a cui il sound dei Mawkish potrebbe essere ricondotto, direi sicuramente i Tura Satana, combo nu-metal con Tairrie al microfono alla fine degli anni Novanta. In effetti quello che propongono questi tre pezzi è un genere musicale indicato da più parti come ormai alle corde, ma bisogna ammettere che, pur senza distaccarsi dalle regole e dagli stilemi già ampiamente collaudati del nu-crossover, riescono comunque a trasmettere una grande energia, cosa che sicuramente li aiuterà molto nel proporre i loro brani in sede live. Forse un pizzico di originalità in più non guasterebbe, ma per essere il primo demo della band direi che di carne sul fuoco ce n'è abbastanza: vedremo cosa riusciranno a fare in futuro.
MECHANICAL BUTTERFLY - Mechanical Butterfly
anno di pubblicazione: 2008
genere: rock
tracklist: 1. Freaky Blues / 2. Fool Me, Baby / 3. Mirror Of Memories / 4. Erotic Sexy Star
voto:

I Mechanical Butterfly sono una band di Acireale che, nata come duo di chitarre con batteria campionata, si propone in questo secondo demo con una lineup completa di due chitarre, basso, batteria, tastiera e voce. La proposta musicale è di non semplicissima catalogazione: il sapore è spesso gradevolmente retrò, quasi AOR, con strizzate d'occhio al rock classico, al progressive, all'hard rock melodico, allo shred e, perché no, al pop più innocente. Si parte con
Freaky Blues: bel pezzo energico e grintoso, di quelli che in un album verrebbe scelto come singolo. I due brani centrali sono più tranquilli e dilatati:
Fool Me, Baby inizia molto anni Ottanta ma poi le tastiere tipo organetto ci trasportano ancora più indietro,
Mirror of Memories è una ballatona lenta che entra in testa più difficilmente delle altre ma forse delle quattro è la canzone più affascinante. Chiude
Erotic Sexy Star, di nuovo energica e grintosa. Tirando le somme: tecnicamente si tratta di un lavoro assolutamente ineccepibile, si sente che qui non ci sono musicisti improvvisati ma gente che sa davvero fare musica, nessuno escluso. Beh, forse nel songwriting manca la scintilla della genialità ma questo breve EP regala sicuramente momenti piacevoli. Vedremo come evolverà il progetto: le basi per fare qualcosa di davvero buono ci sono tutte.
MILK WHITE - Prague
anno di pubblicazione: 2008
genere: indie rock
tracklist: 1. A Hommage To (Niki) / 2. One Night Stand / 3. Prague (Is Not That Far) / 4. Western Ballad / 5. Cold / 6. Prague (Is Not That Far) - Mixed By Paolo Mauri
voto:

I Milk White sono un quartetto romano perfettamente au-pair (due ragazze alla voce e alla chitarra, due ragazzi al basso e alla batteria), figli della no wave e dell'indie meno addomesticato e più minimale. Il loro EP intitolato
Prague presenta cinque canzoni (di cui una in doppia versione) che sanno un po' di Sonic Youth, un po' di Kills e un po' di Teenage Jesus & the Jerks, di tante idee affascinanti e di poche preoccupazioni tecniche. Brani abrasivi e ruvidi, dalla struttura piuttosto semplice ma che riescono a colpire nel segno, piccole suites sbilenche per chitarre sferraglianti e mugolanti e una voce che proprio in virtù della sua noncuranza sa essere sensuale come l'ugola di Karen O comandata dal cervello di Lydia Lunch. Caldamente consigliati agli avventurosi ascoltatori che l'indie rock lo preferiscono duro e puro e non edulcorato da MTV. Bravi Milk White. Continuate così!
LES MORCEAUX ANATOMIQUES - Les Morceaux Anatomiques
anno di pubblicazione: 2008
genere: indie rock
tracklist: 1. Josephine / 2. Conundrum / 3. Versus
voto:

Un'interessante copertina molto minimal e un originale moniker francese che fa un po' chic: questo demo dei Morceaux Anatomiques, indie rockers di Voghera, ha sollecitato la mia curiosità prima ancora di essere infilato nello stereo. Una volta partita la musica, quella che scopro è una band ancora un po' necessariamente acerba (dopotutto è al suo primo demo), ma con una personalità già delineata e la giusta originalità. Partendo dal refrain ossessivo di
Josephine, lenta e insistente, per finire nella cacofonia discordante di
Versus, questi dieci minuti di musica si rivelano un ascolto stimolante, impastato di dolcezza e di rumore. Le tre canzoni, dalle strutture abbastanza semplici e ripetitive, formano un insieme omogeneo, che mostra la sicurezza "concettuale" di una band che sa precisamente dove andare a parare, senza divagazioni o perdite di tempo. La voce tende saggiamente a non strafare, e pur con qualche sbavatura accompagna gli altri strumenti in maniera competente, in
Josephine ricordandomi un po' le inflessioni e i particolari vezzi di una PJ Harvey. Qualche pecca c'è, e forse se il demo fosse durato di più sarebbe risultata più evidente, sconfinando in una certa monotonia, ma i presupposti per un buon lavoro ci sono. Se amate le sonorità "indie" (anche se ormai quest'etichetta vuol dire tutto e niente) dateci un ascolto.