RECENSIONI DEMO
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REVERIE - Promo 2007
anno di pubblicazione: 2007
genere: progressive folk
tracklist: 1. Willson's Wilde / 2. O Mistress Mine / 3. Sonetto 130 / 4. Kiam Alvenos La Fino
voto:

Debordando dai limiti che ci siamo imposti vi segnalo questo delizioso promo del sestetto Reverie, un'ensemble che propone composizioni dal sapore antico, attingendo alla musica popolare, rinascimentale, celtica e mediorientale, riviste con una sensibilità contemporanea. Perciò ai tradizionali strumenti della musica folk, come flauti, mandolini e violoncelli, si aggiungono spesso sonorità elettroniche create con chitarre elettriche o sintetizzatori, creando un impasto di grande suggestione. Le quattro canzoni di questo demo si muovono dunque in questa direzione, con melodie saltellanti e ballabili unite a una forte propensione letteraria (un testo è un sonetto di Shakespeare, un altro è una canzone tradizionale citata ne
La dodicesima notte). La seconda traccia,
O Mistress Mine, se è quella probabilmente più ambiziosa (e in cui i suoni elettronici hanno maggiore peso, creando un'atmosfera rarefatta e sospesa), mi sembra la meno riuscita, un po' troppo "ferma": direi che i Reverie danno il meglio nelle altre tre canzoni, meno cupe e più briose. Molto intensa l'interpretazione della cantante, decisamente competenti tutti gli strumentisti. Un cd molto piacevole e intelligente, perfetto per un momento di relax.
ROSACROCE - Demo 2006
anno di pubblicazione: 2006
genere: melodic rock
tracklist: 1. Small Town Boy / 2. Eye In The Sky
voto:

Fare cover è una cosa apprezzabile e divertente, ma spesso relegata comunque un gradino sotto al proporre pezzi originali. Questo perché se la creazione è un fatto artistico, la semplice riproduzione non lo è. Ciò non toglie, comunque, che anche facendo cover si possano creare cose originali e degne di ascolto, non semplicemente riproducendo, ma reinterpretando brani altrui con fantasia e gusto dello stravolgimento. È ciò che fanno i genovesi RosaCroce, che ci propongono due cover di due grandi successi anni Ottanta: se
Small Town Boy dei Bronsky Beat era stato un manifesto del synth-pop e se
Eye in the Sky di Alan Parsons era un tipico esempio di progressive rock, i RosaCroce si sono divertiti a proporre questi due brani in una veste di rock melodico un po' anacronistico ma sicuramente piacevole. Molto buona la prima traccia, qualche pasticcio nella seconda, in cui all'inizio sembra che la voce non si accordi con ciò che stanno facendo gli altri strumenti. Sicuramente non sarà una pietra miliare del rock, ma sono sicuro che ascoltarli dal vivo sarebbe oltremodo gradevole.