DIVA SCARLET

Attive da sette anni come Diva Scarlet, ma da un po' di più nel mondo della musica, queste quattro ragazze propongono un rock italiano potente ed elegante, grintoso e intimamente "femminile". Hanno già all'attivo due album, l'ultimo dei quali, Non+Silenzio, uscito qualche mese fa. Ecco la nostra intervista:
Cominciamo con una breve presentazione delle Diva Scarlet.
Ufficialmente le Diva Scarlet nascono nel 2001 a Bologna, ma il nucleo della band proviene da un'altra band, sempre al femminile, già molto attiva nell'area di Bologna. Debuttano nel 2004 per Mescal con l'album Apparenze, che riscuote un buon successo di pubblico e di critica, mentre il secondo album Non+Silenzio esce nel 2008 autoprodotto e autodistribuito, bissando il successo del primo. Ciò che ci impegna maggiormente è la ricerca live di suoni e potenza... e a sentire quel che si dice in giro... sul palco siamo molto convincenti!
Il vostro ultimo album, Non + Silenzio, è uscito quest'anno. Cosa è cambiato rispetto al vostro debutto del 2004?
Sono cambiate tante cose... a partire dalla nostra formazione per finire alla situazione della discografia italiana!!! Non+Silenzio infatti è inciso da Ursula, la batterista che è entrata a far parte del gruppo durante il Apparenze tour, e sicuramente il fatto di aver trovato una stabilità interna ha permesso di iniziare con serenità i lavori di composizione dell'album. Ovviamente nel frattempo siamo cresciute sia personalmente che musicalmente, quindi è stato necessario trovare nuovi compromessi stilistici, che hanno portato alla nascita dei 13 brani del disco... Abbiamo anche dovuto affrontare gli intoppi della discografia perennemente in crisi, e per tagliare la testa al toro ed essere più indipendenti possibile, abbiamo deciso di autoprodurre il disco e di cercare nuovi canali di distribuzione... sembrava una pazzia ma... ce l'abbiamo fatta!
Il fatto di essere una band al femminile è stato deciso e voluto fin dall'inizio o è stato casuale?
Siamo nate come gruppo femminile, ma nel corso della nostra storia (soprattutto quella precedente al progetto Diva Scarlet) siamo state anche un gruppo misto, con uno o due elementi maschili... non è che avessimo un'idea precisa, è che i musicisti con cui abbiamo suonato erano ossessionati dalle cover dei Nirvana, mentre noi volevamo fare pezzi nostri...
Siete nate dalle ceneri delle Skummer, un altro gruppo al femminile. Ci dite qualcosa delle vostre esperienze di quegli anni e dell'unico EP che avevate prodotto?
Le Skummer sono state la nostra palestra... è nato come gruppo studentesco e si è fatto le ossa nelle feste delle scuole... prima di scioglierci abbiamo fatto quasi 200 concerti... un bel punto di partenza, eh? Anzi... proprio durante uno di questi concerti abbiamo conosciuto Graziano, il nostro "talent scout", che ci ha scoperte e portate in Mescal... non senza aver dato una ripulita alle ingenuità della band! Siamo riuscite a condensare questa esperienza in Dritto al punto (un EP contenente 3 brani della vecchia formazione)... per noi è una sorta di Amarcord... :)
Se doveste indicare a qualcuno che non vi ha mai ascoltate la canzone che meglio potrebbe rappresentarvi quale scegliereste?
Direi Immagina... è secondo noi la canzone più bella dell'album, e contiene entrambe le nostre anime... quella più "cattiva", ben consolidata, e quella più di ricerca, ancora, per fortuna, in divenire...
Quali sono le band e le personalità che più vi hanno influenzato durante la vostra maturazione musicale?
Ho già parlato di Graziano Cernoia, che ci ha scoperte e ha puntato su di noi con un grosso lavoro personale di insegnamento; vorrei aggiungere i ragazzi di Estragon Booking (che con la loro fiducia ci hanno permesso di suonare moltissimo) e Giulio Ragno Favero, direttore artistico di Non+Silenzio, il cui confronto continuo in studio ci ha fatto davvero crescere molto... Poi se parliamo di band, Skunk Anansie, Janis Joplin, Jeff Buckley, Smashing Pumpkins, Radiohead, Muse, e un elenco smisurato di tutti gli artisti che abbiamo studiato in questi anni e che ci hanno permesso di usare con nuova consapevolezza i nostri strumenti...
Ci dite qualcosa della vostra esperienza live? (tra l'altro noto che vi siete spinte fino in Olanda...)
Nella nostra vita di band il live è sempre il momento più "vero": siamo lì sul palco e siamo veramente solo noi con i nostri strumenti e la nostra energia... e funziona! I nostri concerti sono molto apprezzati, anche dai più scettici, e questo sicuramente ci ripaga della fatica spesa nella preparazione (siamo molto scrupolose in questo!) ed è una conferma che, come musiciste, siamo sulla strada giusta... In Olanda, a sorpresa, è stato lo stesso: pur cantando in italiano il pubblico è rimasto fino alla fine e ha voluto i cd... anzi, si è sparsa un po' la voce tra i rocker e per i due ultimi concerti i locali erano veramente pieni! Comunque fa sempre effetto salire sul palco e vedere tanta gente che si è scomodata apposta per noi... :)
Di tutti i vostri concerti qual è quello che ricordate più volentieri e che vi ha reso più fiere?
Siamo molto fiere di quasi tutti i nostri concerti! :) In particolare ne ricordo uno, in un centro sociale bolognese, dove la situazione tecnica era un po'... diciamo... difficile. Il centro si è riempito di gente che dall'inizio alla fine del concerto ha cantato i nostri pezzi mentre suonavamo... per noi era la prima volta!
Credete che sia più difficile per una band al femminile riuscire a ottenere rispetto in un mondo, quello del rock, dominato numericamente dagli uomini?
Il discorso è complicato... è vero che è molto diffuso lo stereotipo della band femminile che non sa suonare e che sale sul palco semi-svestita, ma è altrettanto vero che il mondo del rock ha un "codice d'onore" che disprezza, sostanzialmente, chi non sa suonare, a prescindere dal sesso... Tant'è che nella nostra carriera mai nessuno ci ha dedicato, per usare un eufemismo, complimenti da osteria...
Come vi sembra la scena femminile italiana? Secondo voi parlare di una "scena rock al femminile" è un modo per valorizzarla o per ghettizzarla?
Bisogna assolutamente parlare di scena rock al femminile... esiste e parlarne in questi termini non la valorizza nè la ghettizza... semplicemente la definisce! La scena femminile italiana è, soprattutto alla luce delle esperienze olandesi, molto ricca di proposte valide, basti pensare alle Motorama o alle Triacorda... gruppi assolutamente di valore! Purtroppo quello che manca in modo drammatico sono gli investimenti della discografia! E senza investimenti i progetti muoiono o sopravvivono ben al di sotto delle proprie potenzialità...
Progetti per il prossimo futuro?
Nuove date all'estero e nuovo disco! :)
Grazie della disponibilità. Concludete quest'intervista come volete.
Grazie a voi! Vi lasciamo volentieri i link dei nostri siti, se qualcuno vuole approfondire..
www.divascarlet.it
www.myspace.com/divascarlet
http://www.facebook.com/pages/Diva-Scarlet/60171537784