NIBELHEIM

nibelheim

Capitanati da quel mostro di bravura che è Stefania Salladini, growler d'eccezione, gli abruzzesi Nibelheim possono piazzarsi a buon diritto tra le realtà più interessanti della nuova scena metal italiana. Il sound che propongono è un mix decisamente brutale e appassionante di thrash e death, molto curato sia negli arrangiamenti che nei contenuti. Ma non sto a dilungarmi troppo, ci penseranno loro a spiegarvi tutto nei minimi dettagli... quindi... ecco a voi i Nibelheim!

Ragazzi, volete brevemente introdurre la vostra band?


Con molto piacere! I Nibelheim nascono nel 2003 da un'idea di Luca e Stefania e dopo svariati cambi di formazione che hanno visto susseguirsi diversi chitarristi e batteristi, trovano la stabilità nel 2005, grazie all'ingresso di Federico "Bubba" alla batteria e di Andrea alla seconda chitarra. Nello stesso anno iniziano una ricca attività live, che li vedono condividere il palco con bands del calibro dei Sadist, dei brasiliani Andralls, Infernal Poetry, Methedras. Nel 2006 si classificano al primo posto nel concorso "Jamming Sound Festival", il cui premio è la registrazione di un demo cd che uscirà poi nell'Aprile del 2007 con il titolo Drawing The Lines..., che contro ogni loro più rosea aspettativa verrà accolto con entusiasmo da pubblico e critica (che figo parlare di sé in terza persona).

Quali sono le band che più vi influenzano e gli artisti che più rispettate nel mondo metal?

Le nostre influenze sono estremamente variegate, ognuno di noi ha gusti completamente diversi dall'altro, si va dal very old school thrash di Gabriele, al tendenzialmente rock di Andrea, al death di Luca, al thrash di Federico, al dituttounpo' di Stefania. I gruppi che ammiriamo maggiormente e che ci mettono più o meno d'accordo sono i Metallica (secondo Federico "nettamente superiori alla media"), i Nevermore e gli Strapping Young Lad.

Cosa pensate della scena metal italiana?

La scena metal italiana pullula di ottime bands, la cui unica sfortuna è purtroppo proprio quella di vivere in un Paese che non ha molto da offrire sotto questo punto di vista. La maggior parte di esse all'estero farebbe furore, quando qui da noi è già un miracolo trovare uno straccio di locale che ti faccia suonare...

Potete spiegare ai nostri lettori l'interessante concept che anima Drawing the Lines? Soprattutto, come è nato, cosa vi ha ispirato?

(Stefania) I pezzi contenuti in Drawing The Lines... possono definirsi come una grande riflessione sul libero arbitrio dell'uomo, sulla capacità di rendersi artefici del proprio destino. Nell'intro ascoltiamo una donna ansimare in preda ad un incubo: a disturbare il suo sonno è una voce, che schernendola le rivela che la sua vita è stata un gioco, il passatempo di questo "anonimo burattinaio annoiato", che all'improvviso decide di uscire allo scoperto. In Dancers To God, la protagonista esprime la propria delusione, amarezza, la vergogna di non essersi accorta di essere stata fino a quel momento una sorta di marionetta, la pedina di un "cruel game". In Your World/My Prison assistiamo invece ad uno sfogo, una violenta invettiva contro l'assurdità di una vita imposta, non vissuta: una prigione. Una prigione, dalla quale però, è possibile evadere, con le proprie forze e con tanta determinazione. Proprio questo è il messaggio espresso da You, Liar, il pezzo che chiude il demo.
Questo concept, come ogni mio testo, è stato ispirato da un'esperienza personale. Ho scritto le liriche di Drawing The Lines... in un momento della vita nel quale mi sentivo sopraffatta da eventi che non riuscivo a gestire, molto più grandi di me. Qualunque passo in avanti cercassi di fare, mi sembrava di rimanere ferma nello stesso punto, avevo l'impressione di essere come "trattenuta" da una mano invisibile. È questa l'immagine che mi ha fornito l'ispirazione per il concept.

Quando tornerete in studio a registrare un nuovo lavoro?

Ehehe, moooolto presto!! Nella nostra testa è già tutto definito, i pezzi decisi, la copertina disegnata, il titolo scelto: contiamo di farlo uscire nel mese di Giugno, per la registrazione pensiamo di affidarci al nostro caro fidatissimo amico Sergio dei T.Box Studios.

Come sta andando la vostra attività live? Come descrivereste un concerto-tipo dei Nibelheim?

Sta andando alla grande! Proprio questo fine settimana saremo in territorio laziale per un mini-tour (21-22-23 Marzo), dopodiché pensiamo di fermarci per un po', per poter dedicare più tempo possibile alla registrazione del nostro nuovo lavoro. In estate ricominceremo il mega-tour mondiale universale di promozione!! Un concerto tipo? Sempre carichi al massimo e pronti a dare TUTTO. A volte ci facciamo anche male sul palco, lividi, testate e capelli impigliati tra gli strumenti, sono all'ordine del giorno: ma ragazzi, questo è il METALLO, cuore e sudore... e chi non suda è un IMPOSTORE!!

Il vostro nome richiama la mitologia nordica. Questo universo fantasy è per voi anche un'ispirazione?

(Stefania) A dispetto del nome che abbiamo scelto per rappresentarci, possiamo affermare con fermezza, che quello del fantasy in generale è un mondo al quale nessuno di noi attinge per ispirarsi. Io personalmente ne sono profondamente affascinata, tanto che tre interi ripiani della mia libreria sono occupati da volumi sull'argomento... ma quando si tratta di scrivere testi o comporre musica, a me ed ai ragazzi piace attingere a sentimenti, emozioni che siano il più possibile reali, vivi e presenti. Quello del fantasy è un mondo stupendo, sul quale si può sicuramente fantasticare e sognare, ma il Metal, è un genere talmente sanguigno, che, almeno nella nostra concezione, deve riflettere la realtà... una realtà non sempre facile, che a volte anzi fa proprio schifo: ed ecco il perché del nostro nome, Nibelheim, "La Terra Della Nebbia", quest'elemento così impalpabile, tuttavia capace di mascherare e farti apparire la realtà più accettabile.

Il vostro chitarrista Andrea Giordano suonava negli Zero Kelvin, un'altra promettente band con voce femminile. Che fine hanno fatto? Esistono ancora?

Siamo molto contenti di questa domanda, perché ci dà occasione di chiarire questo malinteso: si tratta soltanto di un curioso caso di omonimia, non sono assolutamente la stessa persona!! Tra l'altro quando gli Zero Kelvin si sono formati il nostro Andrea aveva appena 10 anni e giocava ancora con le micromachines :D (AHAHAH che gaffe! Bisogna correggere l'infallibile Encyclopaedia Metallum allora! N.d.a.)

Stefania, sei una donna in un mondo, quello del metal, che è prevalentemente maschile (almeno se si contano i performer). Come ti trovi? Secondo te come mai le donne che suonano (o cantano) metal sono molto meno degli uomini?

Io sento di appartenere a questo mondo con tutta me stessa, di conseguenza mi trovo benissimo, perfettamente a mio agio, come stare a casa mia sul divano con il pigiamone! E credo che questo si percepisca anche dall'esterno, poiché sono sempre stata trattata alla stessa stregua dei miei colleghi uomini, niente di più e niente di meno. Se ci riflettiamo, quello del Metal è un microcosmo, uno specchio che sotto tanti versi, riflette quella che è la situazione storica mondiale generale. Anche in politica la figura femminile è sempre stata poco presente, rispetto a quella dell'uomo. Non sono una di quelle che la menano con frasi del tipo "viviamo in mondo maschilista blah blah", la mia opinione in merito, è che la storia sia piena di esempi di donne carismatiche, ma che nella maggior parte dei casi queste abbiano sempre agito "nell'ombra", magari per il timore di esporsi in un mondo che è ritenuto universalmente maschile. Mi viene spontaneo pensare a Hillary Clinton, che al tempo della presidenza di Bill è stata un esempio di donna molto forte e sicuramente c'è stata la sua influenza dietro molte delle decisioni prese da suo marito. In ambito musicale mi viene in mente Sharon Osbourne, senza l'aiuto della quale, Ozzy probabilmente non potrebbe vantare la sua incredibile carriera! Pur non esponendosi in prima persona, la figura femminile è stata sempre molto presente, nella politica come nel Metal. Di recente sempre più donzelle hanno deciso di uscire allo scoperto, e mettersi in gioco in prima persona, così possiamo assistere alla candidatura di Hillary alla presidenza americana e a Stefania a capo dell'armata Nibelheim :D

Sono rimasto letteralmente sconvolto dalla versatilità della tua voce. Infatti oltre a "growlare" nei Nibelheim canti anche negli Heaven Essence, nientemeno che un tributo agli Evanescence. Com'è il tuo approccio al canto e quale è stata la tua formazione come cantante?

Ti ringrazio! Beh, cantare altro non è che dare voce alla propria anima. Ed è questo che faccio quando canto, mi lascio andare. Ognuno di noi ha tante meravigliose sfaccettature che vanno a strutturare la propria personalità, ed ognuno di noi ha un lato più sensibile ed uno più aggressivo. Io sento l'incontenibile bisogno di dar voce ad entrambi, poiché non conosco altro modo per esprimermi. C'è chi fa la stessa cosa scrivendo o dipingendo, io le mie emozioni le urlo o le sussurro. Ho studiato canto e sicuramente mi è stato molto utile dal punto di vista tecnico apprendere come impostare la voce, respirare nel modo giusto, usare il diaframma e via dicendo, ma sicuramente la più grande maestra è stata l'esperienza sul palco... È li che ogni volta devi dare il 101%, lì ti rendi conto di quali sono davvero i tuoi limiti, così da poterne prendere nota e fare di tutto per migliorarti.

Una domanda tecnica: l'opinione di molti è che il growl sia rovinoso per le corde vocali. Tu che ne pensi? Hai un metodo?

È sicuramente uno stile "innaturale", che eseguito in maniera sbagliata è estremamente dannoso. Bisogna possedere un minimo di padronanza vocale e sapere come usare questo incredibile strumento che è la voce. L'errore più comune tra i neofiti è quello di usare la gola. Niente di più sbagliato! È sul diaframma che bisogna concentrare lo sforzo, ed è per questo che dico sempre che un minimo di studio è importante anche per avvicinarsi a questa tecnica..molti mi prendono in giro quando lo sottolineo. Bisogna studiare ed esercitarsi con costanza, sotto la supervisione di un bravo insegnante che sappia correggere e prevenire abitudini errate. Il mio metodo, se così si può definire, è appunto quello di disturbare il meno possibile le corde vocali. E non uso nessun tipo di effetto, voglio che la mia voce arrivi per quella che è veramente. Ormai sono cinque anni che uso questa tecnica e non ne ho risentito minimamente (per ora e toccando ferro). Se poi un giorno, aprendo bocca, dovessi accorgermi di essere rimasta senza voce, pazienza, l'avrò persa per fare qualcosa che amo, e lo rifarei altre mille volte.

Hai formato anche un duo acustico femminile, le Scarlet Goddess. Puoi dirci qualcosa di più?

Ma sai tutto!! Confesso che questa domanda mia emoziona non poco... Il genere acustico è, insieme al Thrash Death Metal, il mio preferito. Due generi agli antipodi, che amo allo stesso modo, uno per la sua intimità e l'altro per la sua forza. Ho sempre sognato di fare musica acustica, io suono un pochino il piano e la chitarra, e dapprincipio mi sono dedicata alla composizione di qualche ballata, da "one-woman-band". Un paio di anni fa poi, Vale, questa pazza, geniale pianista ha fatto irruzione nella mia vita. Abbiamo scoperto di avere gusti musicali molto simili, lei mi ha fatto ascoltare qualche sua composizione, e sono rimasta sconvolta dal suo talento... così, abbiamo deciso di mettere su questo duo, con l'unico scopo di suonare quello che ci andava, senza porci limiti, osando, sperimentando, riarrangiando (Vale si è data molto da fare anche con l'effettistica). Del tutto inaspettatamente, nel giro di pochi mesi abbiamo raccolto pareri entusiasti, che hanno gonfiato il nostro ego al punto giusto, tanto che ora stiamo preparando diversi full-lenght (cover riarrangiate ed inediti). Ci stiamo mettendo l'anima..Abbiamo deciso di aggiungere anche il violino, così mi sono avvicinata anche a questo divino strumento. Sono ancora una schiappa, e ho le dita che quasi sanguinano a forza di esercitarmi... La Vale invece si è appena presa una tendinite a forza di suonare giorno e notte... ma ce la faremo. Abbiamo dei caratterini niente male, anche per questo ci siamo scontrate spesso in passato, ma ci vogliamo un gran bene, e siamo soprattutto grandi amiche. L'unica difficoltà sta nel fatto che lei è di Milano, quindi possiamo vederci poco, ma per fortuna la tecnologia in questo ci viene incontro.

Grazie per il tempo concessoci. Qui potete dire quello che volete. Buona fortuna e alla prossima!

Grazie a voi per questa bella intervista così diversa dalle solite, grazie agli impavidi lettori che son giunti a leggere fin qui affrontando quest'ardua sfida e pace all'anima di coloro che invece non ce l'hanno fatta...
Ai sopravvissuti diciamo: venite a trovarci anche e su www.nibelheim.it e www.myspace.com/nibelheim1!