SPLEENVEIL

Riesco finalmente a dedicare un po' di spazio a una band che ho avuto il piacere di vedere suonare dal vivo. Si tratta di una giovane realtà genovese con tante potenzialità e tanta sana determinazione. La loro musica va oltre ogni facile catalogazione: a tratti avvolgente e sognante, a tratti psicotica, a tratti rabbiosamente violenta. Sono solo in due (Roberta alla voce e Alberto al basso), ma fanno davvero per dieci. Ladies and gentlemen, vi presento gli Spleenveil.
Ragazzi, partiamo da una breve presentazione: la vostra storia, la vostra proposta musicale...
Molto semplicemente siamo un duo artistico-musicale con infinite idee e messaggi con uno sguardo verso il futuro da costruire e possibilmente da evolvere in un modo positivo.
Il vostro nome riecheggia Baudelaire: perché avete scelto Spleenveil come moniker?
La scelta del nome è stata basata su molti pensieri che man mano si sono moltiplicati e si stanno moltiplicando nel tempo, principalmente era solo "spleen", ma è incredibile la quantità di band nel mondo che hanno lo stesso nome, di conseguenza abbiamo voluto aggiungere un termine sia foneticamente che visibilmente appropriato al nostro stile. Il termine in sé racchiude una miriade di sentimenti, emozioni e pensieri legati puramente allo stile malinconico per eccellenza.
Rispetto agli esordi siete molto cambiati: come mai avete deciso di continuare come un duo e di orientarvi verso sonorità più trip-hop?
Dopo aver lasciato metà del gruppo, ci siamo resi conto che potevamo intraprendere le nostre aspirazioni anche da soli, visto che abbiamo sempre messo un grande impegno pieno di sacrifici, avendo sempre interesse per l'elettronica e, di conseguenza in pochi mesi abbiamo capito che il campo più confortevole e fertile era proprio quello trip-hop, un genere libero da parametri per cui devi sentirti quasi costretto a utilizzare certi canoni, ci sentiamo un'infinità di volte più liberi di poter esprimere le nostre idee rispetto a prima.
Industrial, ambient, trip-hop, dark wave, crossover... non è semplice inscatolare la vostra musica: quali sono le vostre principali influenze musicali?
Davvero tantissime, ci siamo sempre aperti a molti generi musicali, è quasi imbarazzante la quantità di musica accumulata nel corso degli anni, ne siamo completamente dipendenti, ad ogni modo principalmente la scena alternative, trip-hop, crossover, elettronica, metal, rock, pop, swing, new wave.
Nel vostro progetto mi sembra che le arti grafiche e la video-art abbiano una parte importante. Quali sono le vostre principali influenze artistiche (disegnatori, fotografi, film-makers), vista anche l'immagine quasi post-moderna e "high-tech" con cui vi proponete?
Ci dedichiamo molto anche all'arte, forse più che alla musica, seguendo soprattutto quella contemporanea e entrambi abbiamo influenze più o meno simili in questi campi, ad esempio Lynch, Viola, Giger, Van Sant, Cattelan, Bacon, Mueck, Rey, Kubicky, Kozhevnikov, Dods, ma possiamo citarti anche artisti e fotografi con cui collaboriamo come Francesco Arena o Gaetano Belverde.
Potete dirci due parole riguardo al vostro nuovo album Poltergeist?
Un disco in cui mostriamo per la prima volta la sicurezza della via intrapresa, realizzato in tutto per tutto soltanto da noi due, nell'arco di 5 mesi, rimanendo spesso a lavorarci giorni e notti interi/e. Abbiamo già avuto i primi riscontri molto positivi dai alcuni dei maggiori personaggi trip-hop alternative della scena italiana, francese e inglese, questo ci lusinga davvero dandoci ancora più forza per lavorare bene sui nuovi brani.
Come nascono le vostre canzoni? In particolare nei vostri testi mi sembra sia data molta importanza al forte valore fonetico delle parole: come nascono e di cosa parlano?
La maggior parte delle volte ipotizziamo un'idea, un suono, un'immagine e cerchiamo di costruire un puzzle equilibrato tra ciò che piace a noi e ciò che può incuriosire l'ascoltatore, sia sotto il punto di vista tecnico, ma soprattutto emotivo.
Per me la fonetica delle parole è molto importante, come un dialogo in cui il tuo tono viene controllato in base alle proprie emozioni e per potenziare un messaggio vocale, il tono è importantissimo. I testi sono l'inondazione di tantissimi pensieri ed emozioni su carta, poi ho un modello molto particolare di comporre, magari malato, ma che fin ora riesce piuttosto bene. Gli argomenti trattati sono i più disparati, ad esempio del profondo disagio sociale, culturale mondiale (ma soprattutto italiano), dell'amore, delll'onirico, dell'attrazione e della continua ricerca di una pace, anche interiore.
Come funzionano i vostri live (a livello di organizzazione e strumentazione, visto che siete un duo)? Parlateci della vostra esperienza live.
Bella domanda pungente! Dipende dai locali dove bisogna suonare, ogni live è diverso, noi partiamo con il massimo della previdenza e autonomia, poi si vede con quale personale hai a che fare e da lì capisci più o meno come muoverti. Ogni volta abbiamo una strumentazione più o meno diversa, cerchiamo di curarci da soli dell'aspetto audio, perché in fondo sappiamo solo noi il suono che desideriamo, ma purtroppo la maggior parte delle volte la nostra pignoleria viene tagliata alla grande. Diciamo che le uniche volte in cui ci siamo trovati davvero bene eravamo fuori Genova.
Avete partecipato ad alcune importanti manifestazioni musicali genovesi: Genova vi è sembrata ricettiva verso la vostra proposta? Cosa ne pensate di Myspace come strumento di promozione?
Genova dovrebbe essere ricettiva per la musica in generale, abbiamo avuto ottime risposte da chi si interessa realmente del settore, ma questa città non è il posto giusto, come non lo è più a nostro parere per la musica. Ne parliamo spesso con persone anche solo fuori Liguria e sembra essere proprio una brutta caratteristica della nostra regione: pochissime persone escono il fine settimana per andare a vedere un live emergente, nonostante non sappiano chi suonerà. C'è anche da dire che qui si sta andando nel disagio totale, con la chiusura di locali di diversi settori e questa situazione non ci piace per niente. MySpace è un buon motore web per far girare il proprio nome, ma come tale è virtuale, bisogna imparare a sapersi muovere adeguatamente per ottenere concretamente ciò che si vuole, noi in questo stiamo facendo passi enormi in tutti i campi e oltretutto le persone che si sono appassionate a noi sono fantastiche.
Obiettivi per il futuro?
Moltissimi, ma guardiamo più al presente e vogliamo solo tanti tanti tanti concerti dal vivo in Italia e all'estero, anche perché il contatto con le persone che ci seguono è stupendo.
Qualche domanda per Roberta, visto che ci occupiamo di voci femminili. Quali sono le cantanti che più hanno influenzano il tuo particolare stile vocale?
Sinceramente ho molte più influenze maschili. Comunque cresco dalle elementari con Sandra Nasic, quindi lei rimane al primo posto, anche se cerco di starci molto distante perché non sono cresciuta con l'aspirazione di essere associata a lei, come a nessuna, ma solo e soltanto a me stessa, quando arriva il momento di cantare non pensi di copiare/emulare/imitare qualcuno, semplicemente ti lasci andare.
Cosa ne pensi dello stereotipo femminile nel mondo del rock? Come autrice e performer, come estrinsechi la tua femminilità?
È fondamentale e stupendo, ovviamente se ben realizzato con bravura, intelligenza e non fatto per attirare l'attenzione scosciandosi. Con il passare degli anni aumentano sempre più valide voci femminili e questo può solo che farmi piacere, perché crea sempre una maggiore scelta e diversità da ciò che è consono sentire. Ognuna esterna la propria femminilità in diversi comportamenti o attenzioni, io personalmente a contatto con tante persone preferisco esprimerlo moltissimo tramite i testi, sul palco questo viene sottolineato perché si crea una sorta di campo onirico ed empatico che dura sino all'ultimo suono e ognuno è il benvenuto a farne parte.
Le ultime parole sono per voi. Grazie per il tempo che ci avete dedicato.
GRAZIE a voi per l'attenzione, invitiamo a seguire tutte le nostre novità e soprattutto live
tramite myspace.com/spleenveil e attraverso il nostro sito personale in costruzione spleenveil.com.