TUNECRASH

A volte capita che una canzone ti si appiccichi alla testa e non se ne voglia più andare, costringendoti a canticchiarla per vari giorni di fila. Di solito quella canzone la si sente alla radio o alla televisione, magari in una pubblicità (sono diabolici gli ideatori delle pubblicità, sapete?). Bene, molto più raramente mi capita che mi si appiccichi in testa la canzone di un gruppo emergente ascoltato su myspace. Come questa Escape dei genovesi Tunecrash, un giovanissimo combo che propone un miscuglio di alternative metal e vecchio grunge con una generosa spruzzata di emo. Da quando l'ho ascoltata continuo ostinatamente a canticchiarla: potrebbe davvero essere un singolo di successo. È quindi un piacere per me presentarveli in quest'intervista:
Ho letto che la nascita del vostro gruppo è avvenuta in un modo un po' "strano"... volete raccontarlo anche ai nostri lettori?
Sì è vero siamo nati in un modo un po' "strano", non fosse stato per quell'insegnante e il suo progetto di una band "commercializzabile" i "genovesi" (ovvero i componenti della band che sono di genova - Giulia, Edo e Matte) non avrebbero mai conosciuto i "varazziani" (termine coniato da noi per chiamare Vale e Jonni che vengono da Varazze). Tutto è partito dall'idea di quell'insegnante di mettere su una band di ragazzini che facesse pop-rock prendendo i suoi allievi migliori e scegliendo Giulia ad un'audizione. Si parla di 3 anni fa o più e non avevamo la maturità di iniziare con un prodotto totalmente nostro (per capirci Vale aveva 15 anni e gli altri 16) anche perché dovevamo imparare a conoscerci dal punto di vista musicale e non. Però già dalla scelta delle prime cover quel progetto pop non si addiceva a quello che veniva fuori in saletta e ai nostri gusti. Così poi, trovandoci bene tra noi, abbiamo deciso di continuare a suonare e di gestire il tutto indipendentemente, anche se questo avrebbe significato non avere alcun tipo di "aiuto".
Parlateci dei vostri brani. Quanti ne avete pronti? Di cosa parlano? Come nascono?
Forse sbagliando abbiamo continuato a fare cover per un po' (anche perché come si sa facendo cover è più facile suonare in giro) e il nostro primo pezzo Escape l'abbiamo inciso solo l'estate scorsa. Escape la teniamo ancora ora sul nostro space anche se ha un sound che è un po' distante da quello attuale, ma ci siamo affezionati. La definiamo ora una canzone un po' "da tarallucci e vino per fare casino", d'altronde anche le parole non sono impegnate, diciamo, ma satiriche: escape sta appunto per la fuga di Giulia da un ragazzo di non troppo spessore, diciamo, che non capiva neanche il suo tentativo di lasciarlo. A dicembre abbiamo inciso al GreenFog Studio altri 3 pezzi: Action from Thought, Sleeping in a Bubble e Clap Clap Clap (il cui testo è nuovamente sull'ironico andante come si può intuire). Action from Thought è il pezzo che ci piace di più di quelli che abbiamo registrato e quest'estate dovrebbe comparire anche su una compilation di Sin Records. Io (Giulia) tengo anche molto al testo di questo pezzo perché quelle parole sono manifesto di un senso di inadeguatezza che secondo me è molto facile provare alla mia età, cioè quando le cose possono scivolarti dalle mani e tu vorresti pensarci e stare a contatto con l'intimità delle cose ma questioni esterne non lo permettono. Sleeping in a Bubble è invece una canzone d'amore o meglio di post amore, è un inno all'indipendenza che si dovrebbe cercare quando si è lasciati, infatti una bolla di sapone nonostante la sua fragilità comunque vola. Per la parte strumentale i pezzi nascono da Jonni principalmente, anche da vale e il tutto viene mischiato con le idee di Matte ed Edo. Al momento abbiamo in totale 7 pezzi nostri più bozze qua e là di idee varie.
Come definireste il vostro sound? Quali sono le band che più vi influenzano? Dal vivo eseguite anche cover?
Difficile è spiegare che genere facciamo. Ci definiamo post-grunge con influenze metal, ci ispiriamo ai Breaking Benjamin principalmente come a molti altri gruppi americani, ci piacciono ad esempio gli Avenged Sevenfold, gli Stone Sour , i System of a Down ecc. Per la linea vocale però le influenze sono anche altre come ad esempio i Flyleaf, i Paramore, Elisa ecc.
Infatti se dobbiamo coprire tanto in una serata le cover che proponiamo sono appunto Misery Business e Hallelujah dei Paramore, Byob dei System of a Down e The Diary of Jane dei Breaking Benjamin.
Sul myspace si possono ascoltare alcune vostre registrazioni: a quando un cd ufficiale?
Quest estate vorremmo suonare in giro, fuori Genova, e poi da settembre penseremo a registrare un ep.
Qualche parola sulla vostra esperienza live (tra l'altro vedo che avete suonato al Le Piccole Iene di Romagnano Sesia).
Live ne avremmo fatti un po' più di una dozzina senza contare le feste private, ma solo da poco in posti interessanti come appunto Le Piccole Iene a Novara o il Milk Club e il Checkmate della nostra Genova.
Tra i vostri concerti, quale ricordate più volentieri? Quale vi ha più divertito?
Il nostro ultimo concerto al Milk è stato sicuramente molto divertente e se la batte con una serata che abbiamo fatto in un posto sopra Varazze quest' estate ma solo per il fatto che in quest'ultima gli organizzatori sono stati molto generosi nell'offrirci bottiglie & bottiglie di vino ;p .
Due domande per la vostra cantante: Giulia, hai davvero una voce stupenda e si sente che ci hai studiato... puoi parlarci della tua formazione come cantante?
Ho iniziato a cantare a 6 anni nel coro di voci bianche dell'accademia ducale che collaborava anche con il Carlo Felice quindi già da piccolissima ho avuto la fortuna di avere minuscoli ruoli in opere liriche come la Carmen o I dolori del giovane Werther o la Tosca. Poi ho seguito il mio maestro Fabio Macelloni nel coro da lui fondato "I polifonici di Genova" fino a quest'anno. Grazie a mia madre che magari all'inizio ha un po' insistito (da bambini non è proprio facile apprezzare uno Stabat Mater di Pergolesi ad esempio) ho avuto quindi l'opportunità di studiare polifonia e il coro è sicuramente una bella scuola di vita. La musica classica mi ha fatto adottare metodo e tecnica per certe cose, lo stile che mi sono trovata ha sì solide basi in quel mondo ma è qualcosa che ho dovuto maturare da sola fuori dall'omogeneità di una sezione di coro. E ogni volta che incido qualcosa sento cose che vorrei fare meglio e sfumature da sistemare.
Hai un progetto parallelo, i Kramers, di genere completamente diverso: puoi dirci qualcosa di più? In quale genere ti senti più a tuo agio?
Per quanto riguarda i Kramers non suono con loro da tanto ma mi trovo molto bene, sono tutti musicisti bravissimi. Per me è stata un po' una sfida perché mi stanno insegnando cose nuove, mi sto confrontando con la difficoltà della semplicità . Non si possono paragonare i due gruppi, perché invece ai Tunecrash sono legata affettivamente e il genere è quello che più o meno ho ascoltato più spesso negli ultimi anni. Entrambe le cose però ora mi sono necessarie per avere una concezione più ampia della musica e scrivere cose nuove.
Come sognate nel futuro dei Tunecrash?
Per il futuro speriamo di lavorare sempre meglio, di suonare tanto, tantissimo in giro e di apprezzare completamente e trasmettere a più gente possibile quello che una canzone può riuscire a significare. Tutto questo accompagnato da una vagonata di casino e tune-divertimento everywhere.
Le ultime parole sono per voi. Grazie per l'intervista.
Grazie a voiiiiiiiii!
Potete ascoltare i Tunecrash sulla loro pagina myspace: www.myspace.com/tunecrash.