VEILED MOON

Accenti oscuri, arrangiamenti orchestrali, sprazzi di gothic, di doom, di black metal... I Veiled Moon sono una particolarissima realtà del sottobosco underground napoletano che, nati più di dieci anni fa e sciolti poco dopo, sono tornati ultimamente nella veste di duo e con un nuovo EP. Noi abbiamo fatto due chiacchiere con il cantante e polistrumentista Thorgrim...
Cominciamo con una presentazione della band e della vostra particolare proposta, che mi sembra un bel miscuglio di diversi generi...
In realtà la cosa non è voluta. Semplicemente siamo influenzati da più generi e fortunatamente riusciamo ad incanalare queste influenze in modo ordinato nelle nostre canzoni. Questo succedeva anche nel '96, anche se con maggiore inesperienza ed immaturità compositiva.
La band era nata nel 1996 e si era sciolta nel 1998. Come mai questa decisione di ritornare a fare musica sotto il moniker Veiled Moon dopo tanto tempo?
Nel precedente gruppo in cui militavo, gli Aequinoctium, il lato compositivo era gestito da me e dal tastierista Count Leshrac Belmont con la precisa volontà di unire le nostre idee in uno stile del tutto personale. Tutti i gruppi in cui ho militato "attivamente" mi vedevano al centro della fase compositiva e, vuoi per un motivo poi per un altro, i suddetti finivano inevitabilmente per sciogliersi. Decisi allora di riformare i Veiled Moon come one-man band in modo da non dover considerare più le idee di nessuno scrivendo la mia musica liberamente. Sembrerà egoistico come gesto, ma in certi casi avere una valvola di sfogo creativa aiuta a mantenere l'equilibrio nella totalità delle cose in cui si è coinvolti.
Che differenze ci sono tra i Vieled Moon di ora e i Veiled Moon del 1998, tra As Fallen Leaves e Eine Symphonie des Grauens?
Eine Symphonie des Grauens era un lavoro acerbo, dettato dalla smania adolescenziale di emulare i propri idoli. Per molti versi anche quello è un lavoro molto vario ma senza dubbio più confusionario rispetto a …As Fallen Leaves… che rappresenta invece un nuovo punto di partenza. In esso tutte le esperienze accumulate negli anni hanno trovato un proprio equilibrio.
Stando a quanto leggo in giro mi pare di capire che nel primo demo non fosse presente la voce femminile... Come mai poi si è deciso di includerla? Come è nata la vostra collaborazione?
In realtà la voce femminile è sempre stata una mia fissa, ma nel '96 trovare donne che ascoltassero metal estremo a Napoli era veramente difficile. La collaborazione nasce nel 2006 ed inizialmente doveva limitarsi alla fase di registrazione. Fortunatamente Ophelia è molto simile a me in quanto a gusti musicali e le sue doti di scrittrice, oltre a quelle canore, mi hanno convinto a chiederle ad entrare a far parte dei Veiled Moon in pianta stabile. Questo mi ha permesso di dedicarmi interamente al lato musicale e di poter, allo stesso tempo, usufruire di liriche più che valide.
Ditemi qualcosa della copertina di ...As Fallen Leaves... Cosa rappresenta e perché l'avete scelta?
Ho sempre avuto una passione per l'arte che fa dei simbolismi il proprio punto di forza. Un'arte che dia spazio all'interpretazione pur mantenendo un concetto di base ben definito, con quest'idea abbiamo fatto realizzare la cover di ...As Fallen Leaves... La penna è quella di una artista russa, nota in rete con il nick di "Aminess", che ho sempre ammirato per la vena surrealista e per la semplicità con cui riesce a dare vita alle proprie idee. Una collaborazione più veloce e proficua non era auspicabile.
Di cosa parlano i vostri testi? Come nascono e chi se ne occupa?
Non vi è una chiave di lettura unica nei nostri testi. L'unico punto in comune è l'ermetismo con cui essi vengono scritti. Fin quando scrivevo io i testi, questi ultimi erano incentrati su vicende personali o stati emotivi, ora come ora solo Ophelia potrebbe rispondervi.
Quali emozioni vi proponete di risvegliare nell'ascoltatore con i vostri pezzi?
Malinconia struggente e sofferenza, questi sono gli aggettivi che riesco a dare alla mia musica a cui, in tutta sincerità, non ho mai dato una etichetta o uno scopo in particolare.
Quali sono le band che più vi piacciono e vi ispirano nel comporre la vostra musica?
Di tutto di più. Senza dubbio gruppi come Candlemass, Cradle of Filth ed Ulver ci hanno influenzato non poco, ma il nostro punto di vista riguardo la musica è talmente ampio che ridurlo ad una lista di nomi sarebbe svilente.
Siete prodotti dalla Neapolis Niger, che si occupa esclusivamente di band napoletane. Come sta la scena underground napoletana?
Un pò come tutte le scene underground italiane: molte coverband, tanti gruppetti nati per emulare ed alcuni di effettivo valore che hanno difficoltà a decollare. Ma è sempre stato e sarà sempre così; il metal è diventato una moda e come tale ha perso il proprio valore socio/culturale nell'arco degli anni. Pensare di ricreare una situazione come negli anni passati è pura utopia, ciò che conta è fare buona musica, il resto sono solo parole al vento.
Nel disco appaiono come session musicians altre tre conoscenze del black metal partenopeo. Parlateci di queste collaborazioni.
I sessions presenti sulla demo non sono altro che persone con cui ho suonato o con cui suono tutt'ora. Lord Lemory e Mortiis Daemonium, ad esempio, suonano con me nei Gort, mentre con Count Leshrac Belmont ci suonavo assieme negli Aequinoctium. Sono tutti musicisti che stimo e con cui spero in futuro di poter continuare a suonare.
Ci dite qualcosa dei vostri sideprojects? E quali sono i vostri progetti per il futuro, sia riguardo ai Veiled Moon sia riguardo al resto?
Paradossalmente i Veiled Moon sono un mio sideproject e non il contrario! Attualmente suono la batteria nei Gort ed in tempi brevi collaborerò come bassista nei Consummatum Est, gruppo Funeral Doom in cui milita il futuro tastierista dei Veiled Moon. Per il futuro abbiamo in cantiere un EP che uscirà, sempre per la Neapolis Niger, per inizio 2009. Sarà un esperimento che da un lato darà più spazio alla splendida voce di Ophelia e dall'altro proporrà sonorità nuove rispetto a quelle di ...As Fallen Leaves...
Grazie mille per questa intervista. Terminate pure come volete.
Grazie a tutti quelli che hanno apprezzato il nostro lavoro, i vostri elogi non saranno ignorati…