RECENSIONI SINGOLI

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4ORDER - Angry Spirits

anno di pubblicazione: 2007
genere: heavy metal
tracklist: 1. Angry Spirits / 2. Truth Hurts

voto:

Dopo il debutto full-lenght di The Journal, i 4order ci danno un assaggio di quello che sarà il secondo capitolo della trilogia vampirica: due soli brani, ma che fanno intuire un deciso miglioramento. Innanzitutto l'elemento gotico, che in The Journal era più "voluto" che effettivamente presente, qui riceve un migliore trattamento grazie soprattutto a una valorizzazione delle tastiere, con suoni più curati e orchestrazioni meglio costruite. In generale la registrazione e la masterizzazione sembrano di qualità più elevata, e ciò aiuta non poco l'ascoltatore nell'apprezzare il prodotto: i suoni risultano più energici e potenti. Infine, ma questa è la cosa più importante perché una migliore registrazione da sola non avrebbe certo potuto fare miracoli, le canzoni stesse sono migliori, più dinamiche e coinvolgenti: Angry Spirits, in particolare, spacca che è un piacere. Forse due brani sono un po' pochi per farsi un'idea precisa dell'evoluzione di una band, ma comunque ci rendono fiduciosi: ora aspettiamo un album che renda giustizia a queste premesse. Forza 4order!



ACCIDENT - Kill The Bee Gees

anno di pubblicazione: 1979
genere: punk rock
tracklist: 1. Kill The Bee Gees / 2. True Detective

voto:

Spesso capita che certe band poco sconosciute acquistino uno status "di culto" proprio per questa loro oscurità più che per i loro effettivi meriti artistici: è sicuramente questo il caso degli americani Accident, un quartetto di Bellingham, Washington, la cui discografia comprende solo questo rarissimo 7'' del 1979 (e una compilation del '96, No Romance for You, che raccoglie tutte le loro registrazioni). Kill the Bee Gees/True Detective, il singolo in questione, ha visto anche una ristampa in vinile nel 1990, a tiratura limitata e numerata (e probabilmente non autorizzata), con una copertina kitschissima che mostra i Bee Gees con dei mirini puntati sul viso. Beh, il punk è per sua natura oltraggioso, quindi un titolo come Kill the Bee Gees non deve stupirci più di tanto, e poi, diciamoci la verità, chi non ha mai desiderato di uccidere i Bee Gees? Le canzoni, poi, nella più genuina tradizione, sono suonate male e registrate peggio. Chitarre estremamente ronzanti, tre accordi velocissimi e approssimativi e, nell'A side, addirittura uno sporchissimo assolo di chitarra: questo è il punk come ce l'hanno insegnato, marcio, sudicio e senza compromessi. Il lato B, True Detective, mostra una maggiore attenzione verso la melodia: il risultato assomiglia a qualcosa del tipo "Blondie in the garage", ma dei Blondie sono una brutta copia. Anche la cantante sembra una Deborah Harry un po' più incazzata. Gli Accident in fin dei conti non sono male ma non offrono di più di quanto offrivano centinaia di altre piccole punk bands del tempo ed è per questo che non sono riusciti a fare il botto. Saranno una piacevole scoperta per i collezionisti alla ricerca di tutte le rarità degli albori del punk ma per l'ascoltatore casuale non sono certo fondamentali.