SACRILEGE

Quando pensiamo a un genere musicale "macho" questo è sicuramente il buon vecchio heavy metal. E tra tutti i sottogeneri del metal, il thrash è sicuramente quello più povero di voci femminili. A parte gli Holy Moses di Sabina Classen, che godono tuttora di una discreta popolarità, e i Fear of God della compianta Dawn Crosby, per trovare delle donne al microfono bisogna davvero scomodare band ormai assolutamente dimenticate come Znowhite, Meanstreak, Sentinel Beast, Wench, Witches, Volkana, Thrash Queen e Dunwich, o formazioni più recenti, ma completamente sconosciute qui in Italia, come Zeenon, Uppercut e No Sissy Stuff.
Poi ci sono i Sacrilege. Probabilmente pochi di voi avranno già sentito nominare questa band, eppure essa occupa un posto molto importante nella scena thrash inglese degli anni Ottanta. Attenzione, però, perché questa etichetta di thrash metal band può trarre in inganno: in realtà il sound dei Sacrilege è molto eterodosso e comprende suggestioni e forti influenze di vari generi, primo fra tutti il punk. Questo piccolo avvertimento è per farvi capire che se vi piacciono i Metallica non è detto che vi piacciano i Sacrilege, anzi, molto probabilmente non vi piaceranno per niente.
Attivi dal 1984, i Sacrilege ci hanno donato nella loro breve carriera delle piccole perle di metal ingiustamente dimenticate. Avevano sicuramente un sacco di potenziale. Ma purtroppo possiamo solo immaginare cosa sarebbero potuti diventare se solo fossero durati più a lungo e l'avessero completamente dispiegato.
Usciti dalla scena hardcore punk di Birmingham e capitanati dalla bella Lynda 'Tam' Simpson alla voce, registrano due demo tra il 1984 e il 1985, prima di firmare un contratto con la piccola label di Bristol Children of the Revolution Records, che produrrà il loro primo album, Behind the Realms of Madness (1985). A questo punto la band è composta da Tam alla voce, Mitch Dickinson alla chitarra, Tony May al basso e Liam Pickering alla batteria. Behind the Realm of Madness (a proposito: bellissima copertina horror con tanto di morte con la falce) è una felicissima commistione di thrash metal e hardcore punk. Le sei canzoni si fanno strada a velocità folle tra i riff micidiali e lambiccati e la voce di Tam che ricorda un po' quella di Beki Bondage dei Vice Squad, solo un po' più dura. Insomma, un disco aggressivo, furioso e potente, che colpisce pienamente nel segno nonostante la produzione e la qualità del suono non siano delle migliori.
Il loro secondo album, Within the Prophecy (Under One Flag, 1987) ci mostra una band leggermente diversa. Il sound si è decisamente evoluto: l'hardcore è quasi scomparso, il thrash la fa da padrone. Le canzoni si sono dilatate fino a durate epiche (come i 10 minuti e più di Search Eternal), e in particolare si sono dilatate le parti strumentali. La voce di Tam è sempre un forte elemento caratterizzante, ma spesso passa in secondo piano per lasciare spazio alle chitarre sparate a velocità supersonica e alla poderosa sezione ritmica (in alcune canzoni addirittura bisogna aspettare vari minuti prima di sentirla). In generale, Within the Prophecy è sicuramente un album più maturo rispetto al debutto.
Il 1989 vede l'uscita del loro terzo album, Turn Back Trilobite. A questo punto la formazione comprende Tam, Damien Thompson alla chitarra, Frank Healey al basso e Spikey T. Smith alla batteria. Questo nuovo e definitivo lavoro rappresenta una nuova evoluzione per i Sacrilege: si tratterebbe infatti di lento doom metal con alcuni momenti di folk/progressive metal. Ma purtroppo, mentre i primi due album sono stati ristampati in un unico cd nel 1998 (e nel 2005 dalla Blackend), Turn Back Trilobite è ormai una rarità.
Nel frattempo la lineup della band diventa sempre più instabile, la scena thrash inglese sta ormai inevitabilmente declinando, e i Sacrilege non hanno trovato il successo che si aspettavano. Così, all'inizio degli anni Novanta la band si scioglie lasciandoci orfani della sua sottovalutata grandezza. Ma il passare del tempo non è riuscito a oscurare l'impeto aggressivo della loro musica. Perciò se vi trovate tra le mani il cd di Within the Prophecy/Behind the Realms of Madness vi consiglio caldamente di farci un pensierino.