STARFISH

starfish

Prendete il grunge rumoroso dei Nirvana. Aggiungeteci le armonie vocali degli X. Un pizzico di grintoso powerpop alla Bangles. Una manciata di punk rock alla Germs. Una buona dose di schitarrate hendrixiane. Aggiungeteci ancora la durezza dei Rage Against the Machine e un po' di shoegaze altamente isterico. Mescolate il tutto e quello che otterrete sarà molto vicino al sound degli Starfish, una indie rock band texana di Austin, uno dei tantissimi progetti che purtroppo, a causa delle dure e imperscrutabili leggi dello show-business, non hanno mai avuto l'attenzione che davvero meritavano.
Formatisi nel 1993 gli Starfish, dopo un periodo che vede alternarsi vari batteristi, trovano una lineup stabile solo un anno dopo con i fondatori, la bassista Ronna Era e il chitarrista Jason Morales (entrambi cantanti e sentimentalmente legati), e Scott Marcus alla batteria. Il trio suona un rock alternativo fortemente influenzato dal grunge: i fan dei Soundgarden e delle L7 li amerebbero certamente. Altre sicure influenze sono l'indie rock anni Ottanta di band come Pixies e Throwing Muses e sicuramente il punk, un punk rumoroso e a tratti folle, componente essenziale delle loro canzoni.
Siamo nella prima metà degli anni Novanta: i Nirvana sono esplosi con Nevermind e band che pochi anni prima nessuno avrebbe considerato incontrano finalmente il successo. Le case discografiche alla ricerca della next big thing mettono sotto contratto una pletora di band grunge. Se usano pedali di distorsione e indossano camicie di flanella vanno bene. In questo clima anche gli Starfish, nonostante la loro proposta si riveli molto più originale e meno commerciale e commerciabile di tante altre band, riescono a trovare un pubblico e un contratto discografico grazie alla Trance Syndicate, la label di King Coffey dei Butthole Surfers.
Il debutto è datato 1995, e si intitola Stellar Sonic Solutions. Grintoso, psicotico, ruspante, impetuoso. Poi, preceduto dall'EP 4 Songs, nel 1997 arriva il capolavoro, Frustrated, a ricordarci ancora una volta quanto gli Starfish spacchino di brutto. Il disco inizia con una traccia strumentale lunga più di otto minuti, Canada, un piece lenta e ipnotica, minimale e atmosferica che solo una label indipendente avrebbe permesso fosse collocata come prima traccia. Local 506, la seconda, è un altro pezzo strumentale (nell'album ci sono tre canzoni strumentali, tutte bellissime, e la terza è Sayonara), lento, cadenzato, disperato, marziale, quasi stoner. Seguono a ruota, incalzanti e spesso brevissime, abrasive canzoni piene di riff micidiali, figlie di un grunge dissonante e sporco con fugacissimi sprazzi di powerpop (come in Burden). Solo con la terza traccia troviamo una voce, quella di Ronna, in 100°, che sfodera un orecchiabile ritornello punk-pop. In 2 Words, rumorosissima e decisamente orientata verso l'heavy metal, è ancora Ronna a cantare, mentre nella successiva Frustrated, un velocissimo pezzo punk, troviamo ad alternarsi Jason e Ronna, con delle armonie vocali che ricordano gli X, solo un po' più estremi. Se Jason Morales sfodera il registro annoiato tipico dei cantanti grunge, la voce di Ronna non è la tipica voce femminile a cui il genere ci ha abituato: non è scalmanata come Courtney Love o Kat Bjelland, , piuttosto ricorda più da vicino quella di Carrie Akre dei poco conosciuti Hammerbox, passando da un registro dolciastro alla Fastbacks a un cantato schifato alla Lydia Lunch, a brevissimi passaggi urlati alla Kathleen Hanna. Il resto del disco continua a sfornare piccole perle sulla falsariga delle precedenti: si passa dal puro punk di P. Rock alla lenta Last Call, che chiude il disco salvo la solita traccia nascosta dopo vari minuti di silenzio.
Dopo Frustrated, la band registrò ancora Instrumental EP nel 1998, poi, dopo un ultimo tour in Scozia, gli Starfish si sciolgono e tutti e tre i componenti spariscono letteralmente dalla circolazione (a parte Morales che avrebbe poi formato una nuova band, Migas). Un vero peccato che nessuno li ricordi perché erano veramente grandi. Se, mentre rovistate tra pile di vecchissimi cd usati, salta fuori uno dei loro lavori, vi consiglio vivamente di appropriarvene.